Smog in aumento nella Milano zona rossa

Polveri sottili di poco sopra il limite dei 50 microgrammi in città e nell’area metropolitana anche con meno traffico. Per l’Osservatorio metereologico Milano Duomo le cause sono i riscaldamenti e le condizioni climatiche favorevoli al ristagno dell’aria che perdurano da diversi giorni.

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Nonostante il limite agli spostamenti scattati con la zona rossa a Milano e in Lombardia, nella metropoli torna a salire oltre il livello di guardia la concentrazione di polveri sottili. Le centraline Arpa hanno infatti registrato ieri valori di poco sopra la soglia dei 50 mg/mc in tutte i punti di rilevamento: 54 mg/mc in viale Marche, 52 mg/mc a Città Studi, 56 mg/mc in via Senato e 51 mg/mc al Verziere. Raggiunta la soglia di guardia anche nell’area metropolitana dove, a Pioltello, è stato registrato un valore pari a 50 mg/mc. Le concentrazioni di Pm10 avevano superato i limiti di guardia anche alla fine della scorsa settimana con valori in città compresi tra i 54 e i 66 mg/mc venerdì e tra 50 e 63 mg/mc sabato, per poi rientrare nei limiti nella giornata di domenica. L’attivazione dei riscaldamenti nelle abitazioni, dal 15 ottobre, e il forte ristagno atmosferico di questi giorni sarebbero le cause dell’innalzamento oltre il livello di guardia delle polveri sottili registrato negli ultimi giorni dalle centraline Arpa a Milano, in giornate in cui il traffico e’ evidentemente ridotto per effetto del ‘lockdown’ che coinvolge Milano. Lo ha spiegato a Mianews Pamela Turchiarulo, meteorologa della Fondazione OMD-Osservatorio Meteorologico Milano Duomo. “Le polveri sottili sono per piccola parte da ricondursi al traffico automobilistico”, ha sottolineato Turchiarulo, precisando che “in questo senso la diminuzione del traffico veicolare dovuto al lockdown ha inciso poco sull’inquinamento. Seppur le macchine danno il loro contributo il grosso dello smog deriva dai riscaldamenti delle abitazioni che ora sono accesi da quasi venti giorni. Prova ne è che la viabilità è molto più ridotta del solito e ciò nonostante i livelli di polveri sottili si sono innalzati”.
Anche il clima di questi giorni però non aiuta a ‘tenere’ lo smog sotto il livello di guardia: “Ci troviamo in un periodo prolungato di forte stabilità atmosferica che dovrebbe perdurare per qualche altro giorno almeno. Il ristagno atmosferico, che produce nebbia e foschia, provoca non solo l’accumulo dell’umidità, ma anche degli inquinanti. Deve cambiare circolazione perché la situazione si modifichi: solo con una massa d’aria diversa anche il ristagno degli inquinanti dovrebbe migliorare. Si tratta di situazioni climatiche tipiche di questa stagione”, ha sottolineato infine Turchiarulo, ipotizzando poi che “un cambiamento climatico è difficile possa concretizzarsi prima dell’inizio della prossima settimana”.

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