Non mi sono mai risparmiato critiche a Roberto Maroni. Mai. Non sulla sciagurata riforma della medicina territoriale, non sulla scarsità di soluzioni su qualunque cosa, dalle ferrovie alla pedemontana. La verità è che Maroni è stato un amministratore mediocre anche se un ottimo politico. Però questo non vuol dire che sia stato un amministratore disonesto. E insieme a lui altri del suo staff che ancora oggi sono alla guida di posti importanti, in Lombardia. Però, un paio di cose fatemele dire. Ieri sera la cassazione ha assolto definitivamente senza neppure rimandare in corte di appello Roberto Maroni, Andrea Gibelli, attuale capo di Ferrovie Nord Milano e ai tempi segretario generale, l’ex capo di gabinetto Giacomo Ciriello ed altri. Il punto è che secondo la cassazione non c’è stato nessun reato nella consulenza che è stata data a una collaboratrice. Ora, che si sia indagato è giusto. Nessuno dice che non bisogna perseguire un reato. Che si siano avuti tre gradi di giudizio è giusto, perché nessuno mette in discussione la Costituzione e il nostro ordinamento. Tutto questo è giusto, e un politico deve sottoporsi a tutto questo per onore di trasparenza. Quello che non è giusto è che in tutto questo tempo siano uscite paginate e paginate sui giornali, richieste di dimissioni, gogna. Oggi sapete dov’era la notizia dell’assoluzione? In un piede, quindi nell’articolo più basso, del Corriere Mmilano. E nel frattempo che cosa è successo, in tutti questi anni? Maroni vabbè, se la sa cavare tranquillamente da solo. Ma per gli altri? Il capo di gabinetto, Ciriello, non poteva essere un talento da recuperare? Carriere non perdute, ma interrotte. Soldi spesi in avvocati per anni e anni, sofferenza. Quando si parla di giustizia, bisogna ricordarsi che è giusto indagare e processare, ma che non è mai senza un costo. Non è una cosa che si deve fare a cuor leggero, e vale per il politico come per il manager come per il povero Cristo. La giustizia ha un costo per tutti, un costo personale, oltre che di uso di risorse pubbliche. E’ giusto usarle? Sì. Ma bisogna tener conto che non solo una condanna, ma anche una assoluzione può essere una condanna – nel mentre. Certo, poi ognuno va avanti con la propria vita. Ma quello che stiamo facendo alla nostra classe dirigente, ripetutamente, senza sosta, senza colore politico, che sia destra o sinistra o centro, ci condannerà perché solo la mediocrità vincerà. E non ci sarà cassazione, per questa condanna.

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