Conte: martedì completiamo il Dpcm

Il Governo imbriglia le Regioni in tre fasce di rischio: dove più alto è il contagio e più in difficoltà sono gli ospedali maggiori saranno le restrizioni.

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“Domani lavoreremo e completeremo il Dcpm”. Lo ha detto il presidente Giuseppe Conte ai cronisti prima di lasciare il Senato. Intanto l’Aula di Palazzo Madama ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni di Conte sulle nuove misure anti Covid con 140 sì, 104 astenuti e 5 voti contrari. Coprifuoco la sera in tutta Italia e tre Regioni – Lombardia, Piemonte e Calabria – che dovranno adottare le misure più restrittive, compreso il lockdown generale. Prende forma il nuovo Dpcm che il governo dovrebbe varare entro mercoledì, anche se sono diversi i punti ancora in sospeso. Ci saranno interventi validi in tutta Italia e misure per i singoli territori, con il Paese diviso in 3 fasce che corrispondono ad altrettanti scenari di rischio individuati con criteri “scientifici e oggettivi” approvati dall’Istituto superiore di Sanità: più è alta la diffusione del virus, più è in sofferenza il sistema sanitario, maggiori saranno le restrizioni. 

“Ad oggi lato Regione non si ipotizza nemmeno lontanamente di andare verso un lockdown stile marzo, aprile e io lo condivido”, ha detto il sindaco di Milano. Sala ha poi ribadito, in un post serale su Facebook: “Stiamo tutti lavorando per cercare di non mettere in atto un lockdown come quello di questa primavera. La lettura della situazione sanitaria non è affatto semplice, ve lo garantisco”. “Ma credo vi sia chiaro – sostiene Sala – che eventuali decisioni dovranno essere prese di concerto con il Governo”. Chi di “lettura della situazione sanitaria” se ne intende, come l’Ordine dei Medici di Milano, chiede invece un lockdown subito. Sembra ripetersi ma su scala molto più grande lo scenario di Nembro e Alzano, i due comuni della Bergamasca dove, mentre infuriava il virus, sindaci e Regione non decidevano. Poi decise il Governo chiudendo tutto.

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