Qualche giorno fa scrivevo che c’era bisogno di un governo di unità locale e anche, aggiungo oggi, nazionale. Governo di unità vuol dire che tutti ne fanno parte, che nessuno può tirarsene fuori per vantaggi politici. Analizziamo la situazione. Nel mondo tutti i governi annaspano di fronte al virus. Nessuno ha la soluzione, e nessun Paese sta spiccando rispetto agli altri. Per quanto riguarda la Cina, che adesso si vanta degli zero contagi, le cose sono due: o hanno il vaccino e non lo diffondono, oppure mentono sui dati. Entrambe le cose non mi pare la facciano diventare un modello. Dunque, il governo italiano e i governi regionali sono nelle stesse condizioni del resto del pianeta. In Italia c’è però un elemento che ci deve far preoccupare, anche al di là del virus, ed è la tenuta del sistema Paese. Fin dall’inizio della pandemia è stata una corsa ad accoltellarsi gli uni con gli altri. Ricordo qualche passaggio: Fontana perculato in diretta mondiale perché aveva deciso di mettersi la mascherina (M5S e Pd contro Lega), poi gli attacchi al governo perché non agiva mentre la Lombardia sì (Lega contro Pd e M5S), poi lo scontro tra il modello Emilia e il modello Lombardia (Pd e M5S contro Lega), poi tutto il casino delle campagne delle regionali (tutti contro tutti e anche un po’ di più), poi lo scontro sull’ospedale in Fiera che sarebbe stato inutile (Pd e M5S contro Lega), poi la vendetta sull’ospedale in Fiera che non è stato inutile (Lega contro Pd e M5S). In tutto questo, ondate di sud contro nord (vergognoso De Luca, repetita iuvant), e di nord contro sud (gli sguardi schifati dei milanesi di fronte alle immagini delle proteste di Napoli). E ovviamente la sinistra parte all’attacco: la manifestazione di Napoli sono fascisti e camorristi. Però poi la stessa manifestazione avviene a Milano, e diventano solo fascisti. Girano però molte voci secondo cui sarebbero i gruppi di estrema sinistra. Insomma, comunque criminali perché collocati o di qui o di là. Ora, vediamo di capirci: gente che spacca tutto non è sicuramente brava e buona e bella. E non si può parlare con loro di Kant o sentirsi un notturno di Chopin, con qualche intermezzo sulla teoria dei giochi e un buon Cognac, ma vanno ascoltati. Perché se quella rabbia percorre le nostre città, da sud a nord, un po’ ovunque, ecco che si deve parlare, si deve ragionare, si deve incanalare quella rabbia, normalizzarla. Sennò qualcuno si approfitterà di quella rabbia, la userà per fare qualcosa di sbagliato, per distruggere lo Stato, che è l’unica cosa che non si dovrebbe ammalare di Coronavirus e pare invece che stia morendo di Covid. Bollare ed etichettare le piazze è sbagliato. Non è sbagliato mettere in sicurezza le piazze. Continuare a litigare, senza sosta, su tutto: dai vaccini anti influenzali alla Fiera, da Area C ad Area B, dal Mes al Recovery Fund, Regioni contro Comuni contro Stato e viceversa, non fa altro che generare rabbia, e disillusione, e voglia – malsana e da condannare senza riserve – di spaccare tutto. (Fabio Massa)

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