Home News Bauli In Piazza, servono provvedimenti per il settore spettacolo

Bauli In Piazza, servono provvedimenti per il settore spettacolo

Foto di Andrea Cherchi

Oltre 500 bauli vuoti perché da mesi manca lavoro e non sono più utilizzati per stipare le attrezzature professionali. E’ questa la simbolica installazione collettiva che sabato pomeriggio ha portato in piazza Duomo oltre 1300 lavoratori dello spettacolo che protestano per la grave crisi che attraversa il settore eventi dall’esplosione del coronavirus. Con le loro flightcase e le magliette nere con l’hashtag ‘noi facciamo eventi’ i manifestanti sono arrivati da tutta Italia per chiedere di “ripartire in sicurezza subito”. “Un unico settore, un unico futuro” si legge in un un grande striscione steso a terra. “Non abbiamo la presunzione di legiferare ma chiediamo di essere ascoltati – spiega Maurizio Cappellini, uno degli organizzatori -. Il nostro settore è stato abbandonato e servono provvedimenti subito altrimenti morirà”. In piazza tutto il mondo dello spettacolo, dai deejay ai promoter, dai producer agli attrezzisti che allestiscono i palchi. “Abbiamo molta paura – dice Alessandra Capra, producer freelance che per partecipare al presidio è arrivata da Prato -. Durante l’estate credevamo potessimo tornare a lavorare, ma ora giorno dopo giorno stiamo tornando nel buio. Noi non guadagniamo da fine febbraio. In molti hanno già scelto di cambiare lavoro. L’esistenza dell’entertainment in questo Paese è in discussione. (MiaNews)

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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