Ritratto di parole dedicato a Zaki sulla facciata di Palazzo Marino

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Un’opera artistica che raffigura il volto di Patrick Zaki è stata affissa questa mattina su una finestra della facciata di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Il volto dell’attivista per i diritti umani, detenuto nelle carceri egiziane e studente all’Alma Mater Studiorum di Bologna, è riprodotto con le parole di una lettera scritta a Zaki dai ragazzi dell’associazione InOltre – Alternativa progressista, tradotta in sedici lingue. L’opera, il cui titolo è “Ritratto di parole dedicato a Patrick Zaki”, è firmata dall’artista Francesca Grosso. Allo svelamento hanno preso parte, oltre ai rappresentanti di InOltre, il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, a nome di tutta l’Aula, e il capogruppo del Pd Filippo Barberis, che ha proposto l’iniziativa al Consiglio.  “La presidenza del Consiglio comunale – ha detto il presidente Bertolé – ha accolto molto volentieri la proposta di esporre l’opera di Grosso, che riprende una delle tante lettera scritte a Zaki dai giovani italiani. Queste lettere, e queste iniziative, dicono che noi non dimentichiamo e che vogliamo tenere alta l’attenzione sulla vicenda di questo ragazzo, studente a Bologna, detenuto da sette mesi senza processo in carcerazione preventiva e in attesa di un’udienza che viene sistematicamente rinviata. Oggi anche dalla nostra città arriva forte la richiesta di liberare Patrick Zaki”.  Sul caso del giovane egiziano il Consiglio comunale di Milano si era espresso nella seduta del 6 luglio approvando l’ordine del giorno sulla “Concessione della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki”.

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La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

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