Sindacalisti sul tetto dell’ufficio scolastico regionale

Protesta di Adl Cobas per i problemi legati all'inizio delle lezioni e al Covid.

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Esponenti del sindacato di base Adl Cobas hanno occupato il tetto dell’ufficio scolastico regionale in via Polesine a Milano. “Oggi la campanella suona annunciando un disastro che poteva e doveva essere evitato – dichiarano i militanti sindacali – nonostante la propaganda del “governo” le scuole riaprono senza insegnanti e personale ATA. Le assunzioni non sono state effettuate e il cambio delle graduatorie ha prolungato il tempo di chiamata delle lavoratrici e dei lavoratori precari, senza i quali è impensabile garantire il regolare andamento scolastico. Il personale in servizio è costretto a subire carichi di lavoro estenuanti ed è chiamato a gestire il protocollo sanitario che dovrebbe essere garantito da personale qualificato. I tanto decantati dispositivi di sicurezza individuali, che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente e quotidianamente, non sono sufficienti a garantire il fabbisogno giornaliero delle comunità scolastiche.
Neanche i famosi banchi a rotelle, che per mesi hanno distolto l’attenzione della Ministra dal risolvere i reali problemi della scuola, sono arrivati. Permane quindi il problema di spazi già malandati e non adeguati a garantire le distanze di sicurezza”. “Chiediamo un piano di stabilizzazione straordinario di precari in Lombardia per ripartire in sicurezza nella Regione d’Italia più colpita dall’epidemia Covid proseguono gli esponenti di Adl Cobas – l’aumento dell’organico e riduzione a classi di massimo 12 studenti, la riapertura delle scuole chiuse dai piani di ristrutturazione, il ripristino per ogni singola scuola dei presidi sanitari con presenza di personale medico/infermieristico
Intervento immediato delle Istituzioni e delle rappresentanze politiche regionali”. Il sindacato infine annuncia una manifestazione per il
25 settembre in Largo Cairoli alle 09.30 con la richiesta al Prefetto Renato Sacconi di un incontro.

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