Scatta l’ora della vendemmia in Lombardia che secondo le previsioni vedrà a livello regionale un aumento medio nei raccolti di circa il 10% rispetto allo scorso anno. E’ quanto afferma la Coldiretti Lombardia in occasione del distacco dei primi grappoli di uva in Franciacorta. Nei prossimi giorni le operazioni entreranno nel vivo anche in Oltrepò Pavese, mentre gli ultimi a partire saranno i viticoltori della Valtellina verso fine settembre.

Tra gli eventi di maltempo che si sono verificati nel corso della stagione – spiega la Coldiretti regionale – si segnalano alcune grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo nella zona del basso Garda bresciano e in Valtellina, dove a fine luglio i chicchi di ghiaccio hanno mitragliato i vigneti in piena maturazione nella fascia che va da Sondrio a Ponte in Valtellina. Nonostante questi episodi – continua la Coldiretti regionale – quest’anno si prevede comunque un aumento nella quantità di uva raccolta rispetto alla scorsa vendemmia e una qualità ottima.

In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – ci sono più di 20mila ettari a vigneto, oltre 3mila imprese vitivinicole, con una produzione che per circa il 90% è costituita da vini di qualità grazie a 5 DOCG, 21 DOC e 15 IGT. Proprio questa tipologia di prodotto in particolare quest’anno ha subito un crollo nelle vendite a causa dell’emergenza coronavirus: a pesare sia la chiusura forzata di alberghi, agriturismi, enoteche, bar e ristoranti, sia il calo delle esportazioni aggravato dalle difficoltà logistiche riscontrate nei mesi scorsi.

Con la vendemmia – precisa la Coldiretti – in tutta Italia si attiva un motore economico che genera oltre 11 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. In Italia – chiarisce la Coldiretti – per la vendemmia 2020 si prevede una produzione stimata attorno ai 45 milioni di ettolitri, che apre un entusiasmante testa a testa per il primato mondiale con la Francia, dove la produzione – conclude la Coldiretti – è stimata fra 44,7 e 45,7 milioni di ettolitri secondo il Servizio statistica e previsioni del ministero dell’agricoltura d’Oltralpe, mentre in Spagna si stimano fra 43 e i 44 milioni di ettolitri.

Le vendite di vino italiano nel mondo – spiega la Coldiretti sui dati Istat dei primi 5 mesi dell’anno – sono in calo del 4% nel 2020 con una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza coronavirus. Un dato preoccupante dopo il record storico di 6,4 miliardi fatto segnare lo scorso anno per le esportazioni di vino Made in Italy. La vendemmia 2020 infatti – conclude la Coldiretti – è la prima segnata dagli effetti della pandemia mondiale, delle tensioni commerciali internazionali con la minaccia dei dazi e della Brexit con l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna che è stata per lungo tempo il principale cliente del prosecco, il vino italiano più esportato nel mondo.

 

 

 

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