L’ultima metro della movida tamarra

Mentre si moltiplicano gli episodi di bullismo e violenza nelle notti milanesi, dopo il lockdown sono ripresi anche i vandalismi sui treni della metro di ritorno dalle zone della movida. Ma prevenzione e controlli sono quasi inesistenti.

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Movida selvaggia dopo il “lockdown” a Milano: gli episodi si moltiplicano soprattutto nei fine settimana. Dalle denunce di piccole estorsioni e rapine a Citylife e nel parchetto dietro a Porta Romana al venditore di rose bengalese gettato nelle acque della Darsena, dai pestaggi dieci contro uno al parco Solari e in piazza Vetra fino all’ultima moda di scalare i monumenti per farsi immortalare su Instagram in cima alle Colonne di San Lorenzo o sul tetto dell’Arco della Pace. Una tendenza all’aumento di questi episodi confermata dal procuratore capo del Tribunale per i minorenni, Ciro Cascone, al Corriere della Sera. Ma c’è un sempreverde: i vandalismi in metropolitana, in particolare gli ultimi treni della linea 2 che riportano a casa giovani e giovanissimi verso Gessate, in un clima di anarchia alcolica e “stupefacente”, con i ragazzi che si fumano anche tranquillamente le canne in carrozza. Nella notte tra sabato e domenica scorsi un gruppo di adolescenti ha svuotato gli estintori a bordo treno all’altezza di Villa Pompea, intossicando gli altri passeggeri. Il macchinista ha bloccato il convoglio e avvisato la vigilanza Atm che è riuscita a bloccare un quattordicenne, poi denunciato dai carabinieri per imbrattamento, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. I militari stanno cercando anche i baby-complici. Per uno che ne prendono però tanti altri la fanno franca. Tanto che i sindacati interni di Atm, la Rsu della metropolitana, sono tornati a scrivere alla direzione per sollecitare interventi, visto l’aumento di aggressioni e vandalismi in particolare sui treni notturni dei fine settimana. Ma nella lettera si denuncia, per l’ennesima volta, la scarsa sicurezza in generale e l’aumento anche di questuanti, borseggiatori e tossicodipendenti. “Nella maggior parte delle fermate siamo completamente soli – dice a Radio Lombardia un agente di stazione – cosa possiamo fare? L’azienda ci sollecita pure a chiudere i tornelli per ridurre il numero di passeggeri in banchina e a bordo per le regole Covid ma c’è chi li salta in pieno giorno, figuriamoci quando siamo alle prese con branchi di giovani magari in una fermata di periferia e di notte. Io e tanti miei colleghi non li blocchiamo. Ne va della nostra incolumità”.

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