Tangenti Atm, Sala e i mancati controlli in azienda

Il sindaco di Milano dopo l’arresto di Paolo Bellini, il dirigente Atm accusato di tangenti sugli appalti: “Voglio capire perché hanno permesso a una persona in azienda da 25 anni di comportarsi in questo modo”.

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Foto repertorio: il sindaco con Arrigo Giana e l’ex presidente Luca Bianchi

La vicenda delle presunte tangenti per gli appalti Atm, dimostra che contro la corruzione “persone, pur esperte, non possono rimanere nello stesso posto per tanti anni” e che sono necessari audit interni “sempre più efficaci” e va rafforzato il controllo dei processi, perché “non deresponsabilizzo il management. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, intervenendo stamani a Unomattina, su Rai1. Sala ha inoltre usato parole dure nei confronti degli accusati: “Sono ‘presunte’ tangenti, ma dal mio punto di vista e’ gia una condanna perche’ una persona che prende uno stipendio da Atm da 25 anni che si permette di dire cose del genere e agire in quel modo per me è già una condanna. Prima di tutto voglio capire i processi aziendali perché hanno permesso a una persona di comportarsi in questo modo, quindi c’e’ una responsabilità nostra, sia chiaro, ma in secondo luogo – aggiunge Sala – vi costituite parte civile e dovete portare a casa tanti piu’ soldi possibili di quelli che gli avete dato in 25 anni, questo deve fare la pensione senza avere i soldi per andare al ristorante. Gente come questa rovina la vita e il lavoro di migliaia di persone oneste”, ha detto ancora Sala. Secondo le indagini della Procura di Milano, Paolo Bellini, responsabile Atm dell’Unità tecnica sugli impianti di segnalamento e automazione, era in grado di pilotare gare e subappalti milionari. Opere fondamentali per il funzionamento delle linee della metropolitana. Possibile che abbia potuto agire indisturbato per tutto questo tempo senza che nessuno controllasse gli importanti dossier che passavano per le sue mani?

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