Palazzo Marino si tinge di blu. In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, indetta per il 20 giugno dall’Onu vent’anni fa, in segno di adesione e partecipazione l’Amministrazione comunale “accoglie la richiesta dell’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) e per una notte illumina la facciata della propria sede istituzionale, Palazzo Marino in piazza della Scala, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione #WithRefugees che vuole diffondere un messaggio di solidarietà e inclusione. L’illuminazione, possibile grazie al supporto di A2A Spa, avverrà domani sera al tramonto, sabato 20, e continuerà fino all’alba di domenica”.
“Alle dinamiche migratorie in questi decenni sono state date risposte anche molto differenziate – dichiara l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti – ma le città hanno sempre svolto un ruolo da protagonista: attraverso le amministrazioni locali, la cooperazione, le organizzazioni del volontariato, i liberi cittadini hanno costruito un sistema di rete che ha reagito e ha cercato di fornire risposte ai temi più importanti, come la tutela dei minori, la garanzia dei diritti fondamentali, l’inserimento sociale e nel mondo del lavoro. Quella di accogliere e dare spazio a chi cerca opportunità dai nuovi sud del mondo è la sfida europea delle città di domani, una sfida che chiama tutti noi a fare ognuno la propria parte”.
Milano è una delle città italiane che hanno aderito alla campagna #WithRefugees di quest’anno. La Giornata Mondiale del Rifugiato è stata indetta nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e viene celebrata annualmente in Italia dall’Alto Commissariato, in collaborazione con Enti locali e Comuni in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione di rifugiati e richiedenti Asilo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di quasi 80 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo. In questa ricorrenza, monumenti simbolo della cultura italiana illuminati per i rifugiati sono diventati un appuntamento consolidato e noto a livello internazionale.
Milano, attraverso la rete Siproimi (Sistema di protezione per titolari di Protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati), che si avvale anche della collaborazione con vari Enti del Terzo settore, nel corso del 2019 ha ospitato 738 persone, 359 delle quali già in precedenza inserite nei centri di accoglienza e 379 arrivate nel corso dell’anno. Quanto ai minori stranieri non accompagnati, considerando sia i servizi Siproimi sia le altre strutture di accoglienza, quelli accolti al termine del 2019 erano in tutto 580. Circa le provenienze, il 2019 ha fatto registrare una maggiore variabilità rispetto all’anno precedente, con una crescita soprattutto degli arrivi dall’Asia (passati dal 18% del 2018 al 34%).
Oltre la metà degli adulti ha frequentato i corsi di lingua italiana, 77 sono stati segnalati al Centro di mediazione al lavoro (Celav) e 125 sono stati i beneficiari di Borse lavoro, perlopiù impiegati come addetti alle pulizie, alla cucina, o come magazzinieri, manutentori, meccanici ed elettricisti. Tra il 2003 e il 2019 si registra un avviamento al lavoro per quasi il 46% degli ospiti dei centri di accoglienza.

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