E così, è arrivata anche l’inchiesta sull’Ospedale in Fiera. L’inchiesta è stata aperta – o meglio il fascicolo, e senza indagati né ipotesi di reato – dopo l’esposto del sindacato Cobas che ha parlato di “propaganda”: “Adl Cobas definisce «uno spreco di risorse» avere destinato i ventuno milioni, all’adattamento dei locali fieristici «quando, proprio nel momento di maggiore criticità, tali fondi sarebbero potuti essere impiegati diversamente, ad esempio facendo i tamponi ai medici, ai pazienti e al personale delle Rsa, investendo sulle strutture per la quarantena dei pazienti positivi ma non guariti per evitare focolai domestici, creando squadre di medici per intervenire ai primi sintomi a domicilio per evitare l’ospedalizzazione»”. Intanto alla Camera va in onda lo show di tal pentastellato Ricciardo Ricciardi, che ha spiegato che in Lombardia hanno buttato 21 milioni di fondi pubblici. Ecco, sapete che cosa hanno in comune i Cobas e Ricciardi? Due cose. La prima è che evidentemente non hanno alcun tipo di simpatia per l’Ospedale, e questo ci può pur stare. La seconda è che non hanno versato un euro e in compenso fanno una gran cagnara. Perché l’Ospedale in Fiera l’hanno fatto i privati, con fondi privati. E se un avvocato che ha donato non si ritiene soddisfatto ha tutto il diritto di dire che non si ritiene soddisfatto. Differentemente da un onorevole, che come diceva un celebre libro di Andreotti, dovrebbe solo “stare zitto”.

fabio.massa@affaritaliani.it

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