“La politica è una questione di scelte”, inizia così la nota distribuita da TAM, Unione Artigiani, SATaM, UNICA Taxi CGIL, Fit CISL Lombardia e Confcooperative Lombardia, riguardo l’emergenza economica che ha investito la categoria dei tassisti. La scelta di cui si parla nel comunicato è quella di rimandare per l’ennesima volta l’incontro tra le parti. L’epidemia ha fermato anche i tassametri e l’ennesimo incontro saltato con l’assessore ai trasporti e mobilità Claudia Maria Terzi, ha fatto esplodere la rabbia degli autisti milanesi di auto bianche: “Proprio mentre le istituzioni dovrebbero manifestare massima apertura verso le categorie produttive in difficoltà, alcuni dei lavoratori più colpiti dalla crisi non vengono nemmeno ascoltati”. “La chiusura nei confronti della categoria – tratto distintivo dell’assessorato Terzi – ci impedisce di svolgere adeguatamente il nostro ruolo istituzionale di catena di trasmissione tra operatori e amministrazione in un momento drammatico”, si legge ancora nella nota, che prosegue: “Forse la situazione diventerà più chiara quando si vedranno i primi taxi fermi perché mancano i soldi per il rifornimento”.

“Regione Lombardia non può continuare a ignorare la voce dei tassisti che oggi meritano
risposte, esattamente come hanno ricevuto i loro colleghi di altre parti d’Italia, dove è
stato pubblicamente riconosciuto il loro contributo anche durante la pandemia. Abbiamo tenuto fede fino in fondo del nostro ruolo, assolvendo la nostra responsabilità sindacale con il massimo impegno e rispetto per ogni singolo tassista che rappresentiamo, per la situazione difficile che tutti viviamo e per l’istituzione alla quale ci rivolgiamo”, si conclude il comunicato.

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