Primo maggio, Sicurezza: per il futuro del lavoro

28

“Quella che celebriamo oggi è una festa del lavoro inusuale. Non ci sarà il tradizionale corteo da corso Venezia a piazza della Scala. Non ci saranno bandiere, striscioni, canti. Non ci saranno gli interventi dal palco dei rappresentanti sindacali e dei lavoratori. La pandemia ci ha obbligati a fare scelte diverse.” Lo scrivono in un comunicato congiunto i segretari Cgil, Cisl e Uil Milano Massimo Bonini, Carlo Gerla e Danilo Margaritella.

“Mai come quest’anno è importante ricordare il Primo Maggio, perché neppure la crisi economica scoppiata nel 2008 ha creato tante difficoltà e generato tante ansie -prosegue la nota-. È vivissimo il dolore per le vittime del Coronavirus e sono forti le preoccupazioni per quanto sta accadendo e accadrà nel mondo del lavoro.” Per i sindacati “siamo di fronte a scenari inediti e inaspettati. Stiamo tutti aspettando la ripartenza, guardiamo al 4 maggio come ad un giorno di speranza.
Occorre stare attenti: non può esserci una vera ripresa se non nel pieno rispetto delle regole e dei provvedimenti a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e nei luoghi di lavoro.
Rischiamo una risalita dei contagi, che sarebbe devastante ancora di più rispetto a quanto assistiamo oggi.
Sono ancora troppe le incognite per una riapertura totale, a cominciare dal tema della mobilità. Facciamo un passo alla volta, con regole certe e partecipate, non in ordine sparso: la politica ha dato alcune risposte per l’immediato, altre ne dovrà dare di più efficaci e sul medio-lungo periodo, anche con l’apporto del sindacato.Le nostre sedi in questi giorni continuano a erogare servizi online e Cgil, Cisl e Uil sono sempre al fianco dei lavoratori, delle famiglie, di chi è in difficoltà, con i propri rappresentanti e delegati nei tavoli istituzionali (con Governo, Regioni, Comuni ed enti pubblici) e nelle aziende.”

I sindacati confederali concludono: “Vogliamo dedicare in questa giornata un pensiero particolare a chi ha vissuto e sta vivendo in prima linea, pagando anche un pezzo altissimo, l’emergenza Coronavirus: i medici, gli operatori socio-sanitari, gli addetti ai servizi di pulizia negli ospedali, ma anche  tutte le persone che hanno continuato a lavorare per garantire i beni e i servizi essenziali nei supermercati e nelle botteghe alimentari, negli uffici pubblici, nei trasporti, nelle farmacie, nelle aziende. A loro va il nostro grazie.  Siamo sicuri che con il concorso responsabile di tutti – delle forze politiche, delle parti sociali, delle istituzioni europee, della società civile – torneremo a festeggiare il Primo Maggio “come si deve”.”

Commenti FB

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.