I sindaci leghisti del Lodigiano, da Conte ci aspettavamo di più

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“Ci aspettavamo di più, soprattutto per quelli che erano i quesiti principali posti da noi sindaci dell’ex zona rossa”: lo ha detto Francesco Passerini, sindaco leghista di Codogno (Lodi). “A Conte ho chiesto parole di riappacificazione nei confronti dell’ospedale di Codogno anche se poi il premier ha negato di aver mai criticato il presidio” dove è stato accertato il primo caso di coronavirus in Italia.
“Siamo stati i primi a soffrire e gli ultimi a ricevere visite. Siamo stati i primi reclusi e gli ultimi ad essere ascoltati: ci siamo sempre arrangiati, non ci avete mandato nulla, non avete nemmeno risposto alle nostre lettere e addirittura ci avete infangato accusando ingiustamente uno dei nostri ospedali. Presidente Conte, siamo contenti di riuscire a parlarle dopo più di due mesi e svariate richieste ma non ci accontentiamo delle passerelle e vogliamo ciò che abbiamo legittimamente chiesto e che serve alla nostra economia per ripartire. Tutto il territorio lodigiano è stato pesantemente danneggiato e per questo chiediamo: un fondo di investimento specifico, le coperture per azzerare tutte le imposte locali per il 2020, l’ammontare delle risorse a noi destinate, i criteri di assegnazione ai singoli comuni e i tempi certi di erogazione, senza i quali non si può fare programmazione. A Lodi siamo abituati a fare non a parlare, se ci rispetta ci ascolti”. Così  Passerini e i i sindaci leghisti di Casalpusterlengo e Lodi Elia Delmiglio e Sara Casanova si sono rivolti al presidente Giuseppe Conte nell’incontro di ieri in prefettura a Lodi.

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