Coronavirus, Milano 2030 chiede commissariamento di Regione Lombardia

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Entro il 4 maggio, Milano 2030 rete di associazioni, partiti e movimenti della sinistra milanese, presenterà al Ministro della Salute, Roberto Speranza un dossier “in sostegno alla proposta per avviare l’iter per la richiesta formale di commissariamento della Regione Lombardia”. Lo hanno annunciato questa mattina in una conferenza stampa in streaming, i promotori di Milano 2030 comunicando che la richiesta di commissariamento “ad oggi ha raccolto circa 76mila sottoscrizioni di cittadini su change.org”.
In particolare Milano 2030 “chiederà che il governo si attivi per esercitare il potere sostitutivo dello Stato rispetto alla gestione dell’emergenza sanitaria da parte della regione Lombardia ai sensi dell’art. 120 della Costituzione e dell’art. 8 della legge 131 del 5.6.2003 riguardante l’attuazione dell’articolo 120 della Costituzione”, hanno spiegato, annunciando che “a tale scopo, Milano 2030 invierà entro il 4 maggio al Ministro della Salute Roberto Speranza un dossier a sostegno della proposta, indicando anche i provvedimenti ritenuti necessari e chiedendo un incontro urgente per illustrare la richiesta di commissariamento”.
Gli errori commessi durante la fase emergenziale, secondo Vittorio Agnoletto, medico e attivista di Milano 2030, sarebbero relativi soprattutto ai “medici di base. La regione Lombardia non ha protetto i propri medici di base: su 150 medici di famiglia morti in tutta Italia, 89 sono deceduti in Lombardia. Sono stati lasciati per settimane senza dpi”, ha spiegato, aggiungendo che anche “il personale sanitario non è stato tutelato, continuando a lavorare senza essere sottoposto a tampone, rischiando di infettare ed essere a sua volta infettato. Riteniamo inoltre responsabile la regione di non aver chiuso a zona rosa la bergamasca e di non aver attivato le strategie di sanità pubblica necessaria”.
Nel dossier che presenteranno a Speranza, “inseriremo anche le nostre proposte. Quello cioè che dovremo fare per non tornare dalla fase 2 alla fase 1”, hanno concluso i promotori.

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