Covid-19, l’opposizione in Consiglio Regionale chiede commissione d’inchiesta

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L’opposizione in Consiglio regionale chiede una commissione di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19 in Lombardia. Lo hanno annunciato questa mattina in una conferenza stampa congiunta tutti i gruppi di minoranza (Pd, M5S, Lombardi Civici Europeisti, +Europa e Italia Viva). La richiesta sarà depositata formalmente domani e, l’auspicio dell’opposizione, nonostante le firme siano sufficienti per presentare l’istanza, è che nel frattempo venga sottoscritta anche dai consiglieri di maggioranza. “E’ uno strumento che abbiamo e che ci consente di fare luce su questioni particolarmente importanti – ha detto il capogruppo Pd Fabio Pizzul -. Vorremmo con questo strumento che da regolamento dovrà essere obbligatoriamente attivato entro 15 giorni, capire come è stata gestita l’emergenza Covid 19, se, sulla base delle proprie competenze, le scelte della Regione Lombardia sono state adeguate. Non vuole essere un atto di ostilità, per le indagini ci sarà eventualmente la magistratura, ma un atto di chiarezza, doveroso nei confronti dei cittadini lombardi”. In altre parole, ha proseguito ancora Pizzul vogliamo “capire cosa è successo, perché in Lombardia ci sono stati più morti che altrove, perché non si sia riusciti a proteggere gli operatori sanitari e luoghi delicati come Rsa” in modo che “leggerezze e mancanze eventuali non vengano ripetute” visto che gli “gli epidemiologi mettono in guardia su possibile ritorno dobbiamo farci trovare pronti”. Ma “sullo sfondo – ha concluso il capogruppo PD – c’è ‘il tema dei temi’: il sistema sanitario lombardo non ha risposto in maniera adeguata. Quindi la legge 23/2015, che è in vigore ancora in fase sperimentale, deve essere rivista alla luce di quanto accaduto”.
Anche per il capogruppo M5S, Marco Fumagalli, la commissione di inchiesta “è necessaria per capire attraverso documenti e audizioni quanto accaduto”. Ad esempio “se le disposizioni nazionali sono state efficacemente attuate, e se le stesse disposizioni della Regione Lombardia sono state a loro volta attuate da Asst, Ats e Rsa” e ancora “se la gestione dei dispositivi di sicurezza individuale è stata corretta, il motivo del numero ridotto di tamponi e se i numeri quotidianamente forniti sono corretti o se ce ne sono altri”. “C’è stata anche una carenza informativa – ha concluso Fumagalli – e dobbiamo cercare di capire cosa c’è dietro queste carenze”. Per quanto riguarda la legge 23/2015 che definisce il sistema sanitario lombardo, secondo il consigliere pentastellato “livelli e catene di comando hanno mostrato il loro limite”.
Per Niccolò Carretta, capogruppo LCE “è evidente a tutti che come Regione siamo stati travolti da uno tsunami, ma è altrettanto evidente che non sono state attuate tutte quelle misure di contenimento che servivano” ed è “il minimo sindacale che le opposizioni in Regione chiedano massima trasparenza”. “La commissione – ha sottolineato – non è uno strumento inquisitorio, ma serve a fare luce su alcuni aspetti”. Inoltre, ha concluso “è evidente che la gestione di chi governa questa Regione da decenni è arrivata al capolinea”. Ha parlato di “atto dovuto” anche Patrizia Baffi (Italia Viva), necessario per avere “trasparenza, chiarezza e per capire dove è stata la falla”. Da parte del consigliere di +Europa, Michele Usuelli, infine il messaggio ai gruppi di maggioranza, condiviso anche dal resto dell’opposizione: “Presentiamo la richiesta della Commissione di inchiesta con lo spirito di chiedere a sostegno della costituzione della stessa anche le firme dei consiglieri di maggioranza. Abbiamo notato che c’è un’attenzione particolare da parte di molti consiglieri” su tutta la vicenda e “ci auguriamo che si travalichi lo spirito partitico”. (MiaNews)

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