Quanto è bella Milano in questo periodo. Oggi sono uscito per andare in redazione a recuperare alcuni documenti, e l’ho percorsa. Bellissima. Inizia a tingersi di verde. E’ silenziosa, Milano. Tristemente silenziosa. In compenso però sui social c’è un rumore assordante. Social e politica sono chiassosi. Se c’è una cosa che la Regione non sta presidiando, sono i social. E’ vero, fanno le dirette. Ma ormai Regione Lombardia è sotto attacco. Con qualche ragione, peraltro, giacché molte domande rimangono senza risposta, sui social. Perché i social parlano con i social. Quel che dichiari al telegiornale, o ai cartacei, sul social molto spesso non ci finisce. Sui social ci sono i capibastone, gli influencer, gli opinion leader. Più che un Cazzullo può una Lucarelli: è una rivoluzione dell’informazione che gli enti non hanno ancora ben capito. E’ così, e non c’è da stupirsi. Domande senza risposte anche quando le risposte ci sono. Per esempio, sulla famosa delibera regionale sulle Rsa. Basta leggerla, per capire che la frase “la Regione ha mandato i malati nelle case di riposo” è falsa. Il perché l’ho già spiegato. Ma c’è di tutto. Per esempio ci sono orde di scandalizzati con la Regione per la costruzione dell’ospedale in Fiera. C’è chi dice che sono stati sprecati fondi pubblici, quando si tratta totalmente di donazioni. Lasciate parlare quelli che hanno donato, in fondo l’ospedale l’hanno pagato loro. Però una risposta sul fatto che ci sono solo tre, quattro, dieci pazienti andrà pur data. Subito, non aspettando che il fatto deflagri sui cartacei, che generalmente arrivano una settimana dopo il social. Sulla questione mascherine, che peraltro mi stupisce perché gli stessi che oggi accusano che non ci sono mascherine sono gli stessi che perculavano Fontana perché se l’era messa, comunque sulla questione mascherine Regione dovrebbe dire che ha ordinato 17 milioni di mascherine. Che le ha pagate. Che qualcuno le ha requisite. Ho letto sui social addirittura chi spiega che le mascherine prodotte in Lombardia non vanno bene perché sembrano pannolini. Poi c’è il rumore vero e proprio: ma vi pare che nel bel mezzo di una pandemia possiamo stare a perdere tempo per capire chi ha votato il Mes e chi no? Mettiamoci un punto e mes, e ubriachiamoci, perché chi volete che capisca in Italia che cos’è il Mes e soprattutto che gliene freghi qualcosa di chi l’ha votato. Ancor più stucchevole la polemica su Mentana e su Conte. Conte ha usato uno spazio per avere un vantaggio politico, e in fondo chissenefrega, non ha spostato un voto. Mentana ha detto che lui non l’avrebbe mandato in onda, e fino a caso contrario potrà pur decidere che cosa mettere sul suo giornale, che lo paga Cairo, mica i social. Così d’un tratto Conte è diventato il totalitarista per quelli che eran definiti fascisti e Mentana il pericoloso destrorso per tutti quelli che da sinistra prima lo ammiravano. Magnifico. Poi, c’è la questione degli esperti. Qui dobbiamo mettere un bel punto fermo alle questioni di comunicazione. E parlare del merito. Il sindaco Sala ha provato a dirlo, in un video Instagram. Ma va detto ancor più forte: la politica prende le decisioni sulla scia di quanto consigliano gli esperti. Sala è un manager, Gallera e Fontana sono due avvocati. Non ne sanno niente di terapie intensive e Covid. Si affidano ai virologi. Eppure noi dobbiamo dircelo che ancora tutti i giorni scrive la Gismondo, quella del Sacco che diceva che il Coronavirus era solo un’influenza con cui farci un ciondolo. Dobbiamo dircelo che non sappiamo ancora se ci si può riammalare, se il caldo stronca il virus e altre cosette decisamente importanti. La fase 2 sarà alla cazzo di cane, come dice il mio amico Francesco Mazza, non perché i politici non capiscono niente, ma perché non sanno chi ascoltare degli esperti. E allora, invece di andare a fare figure di palta nella solita conferenza stampa serale, personalmente penso che Regione dovrebbe lasciare ai tecnici di raccontare qualcosa sui dati. E anche su questo diciamo qualcosa: quei dati sono inutili. Per vari motivi. Primo: sono vecchi di almeno 5 giorni. Secondo: perché continua a cambiare il numero di tamponi effettuati. Terzo: perché se anche fossero reali che cosa ve ne frega a voi popolo dei social? Non siete e non siamo in grado di interpretarli meglio dei politici. Anzi, forse peggio. Dunque? A che servono quei dati? A nulla. Servono gli esperti. Ma quelli, forse così esperti non sono. Ed è il vero dramma.

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