Il delatore. De-la-to-re. Quando leggo un libro sulla Shoah c’è solo una figura che mi fa più schifo dei nazisti. Quelli li aiutavano, quelli che facevano le soffiate, i delatori. Potevano stare zitti, e invece hanno parlato. Il delatore è una figura ambigua. E’ un lupo vestito da agnello con il cuore di una pecora. E’ l’uomo che pensa di far del bene, o peggio di ricavarci un vantaggio, e per questo fa filtrare l’informazione senza metterci la faccia. Delatrice è la donna dietro le persiane, che spia chi passa sotto casa. Ora, vediamo di capirci bene: chi sta fuori casa, e secondo un rapporto digitale sui gps dei cellulari – ovvero dove agganciano le celle i nostri telefonini – è il 40 per cento nella pur bravissima Lombardia, sono tutti cretini maledetti. Chi sta fuori casa è un cazzone, uno che si merita due squarauz di fila, uno che si merita il sale nel caffè. Ma chi sta sulla finestra a spiare, a contare, a guardare, beh quello è pure peggio. Magari senza capire perché non è poliziotto, non è forza dell’ordine e non può sapere se quello che transita sotto è un infermiere che è andato a casa a lavarsi, una cassiera che sta andando al supermercato o un giornalista. Non può capire e soprattutto non deve capire se l’altro sta facendo male o bene. Il cittadino deve preoccuparsi di fare bene la propria parte. Invece no. Questo cazzo di virus nazista, che stermina gli anziani, ci ha ridato anche i delatori. Alla sera cantano sui balconi, che ci avete anche sfracassato i coglioni, e visto che “buongiornissimo kaffeeee” ormai fa rima con scemo, hanno deciso di darsi alle frasi karma sui social sull’onda dell’andrà tutto bene. Che poi che cazzo deve andare tutto bene? Sta per arrivare il momento in cui bisognerà lavorare il doppio per fatturare la metà di quello che avremmo dovuto. Sì, certo usciremo di casa, grazie al cavolo. Sempre che il virus non muti e che non finiamo dritti dritti in una puntata di The Walking Dead. Usciremo di casa e dovremo andare in giro a cercarci un lavoro, perché molti di noi l’avranno perso. Ecco, in tutto questo fatemi una cortesia. Smettetela di rompere il cazzo osservando la gente dal vostro balcone, tra una canzone di Venditti e una di Nino D’Angelo. State a casa, insomma. E state pure zitti.

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