Esplode la rabbia dei medici di base: senza protezioni, diffida a Governo, Regione e Ats

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Scoppia la rabbia dei medici di medicina generale che denunciano di essere stati lasciati soli nella lotta al Coronavirus. Con un atto di “diffida e di messa in mora”, inviato a Ministero della Salute, Regione Lombardia, a tutte le ATS, a tutte le procure della Repubblica e a tutti i prefetti della Lombardia, la Fimmg, la Federazione dei medici di base, diffida le Aziende di Tutela della salute, Regione Lombardia e Ministero della Salute “a provvedere all’immediata erogazione a tutti i medici di medicina generale e medici di continuità assistenziale, di kit completi ed in numero adeguato di dispositivi di protezione, a sottoporre tutti i medici, infermieri e personale di studio (e i loro famigliari in caso di positività), ad adeguato test di valutazione dell’avvenuto contagio”. C’è anche la richiesta di concordare con le organizzazioni sindacali le modalità di arruolamento dei professionisti, di organizzazione e di operatività delle Unità speciali di continuità assistenziale. “Ritengo, fin da ora, i destinatari della presente – scrive la dottoressa Paola Pedrini, segretario regionale della Federazione – responsabili dei danni che il sopra richiamato comportamento omissivo ha prodotto agli operatori sanitari e alla popolazione”. La dottoressa Pedrini infatti, nella diffida, premette che “Il Ministero della Salute e Regione Lombardia, nonostante le notizie internazionali che, fin dalla fine di novembre 2019, evidenziavano un rischio biologico per l’intera popolazione mondiale […] non hanno predisposto alcun piano dei rischi […] e, per conseguenza, l’anticipazione delle misure necessarie”. “È nostro compito – conclude la presidente della Fimmg – assistere la popolazione” e “dobbiamo essere prima di tutti protetti per non diventare noi stessi fonte di contagio”.

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