Oggi vorrei parlare della Lagarde. Ma, prima, permettetemi di fare un breve excursus della nostra vita. Nostra, vita nostra, di questa generazione di 40enni, poco più o poco meno. Siamo la generazione che si ricorda pochissimo di Chernobyl e che si ricorda abbastanza la caduta del Muro di Berlino, che scriveva le letterine alle elementari a Saddam e Bush perché smettessero di litigare. E già, ci sembrava di aver visto tanto. Ma i nostri genitori continuavano a cianciare del ’68 e delle tante rivoluzioni e del Viet-fottuto-Nam. Allora abbiamo pensato bene di inaugurare un filotto che adesso siamo tipo laureati in sfighe e loro possono solo stare muti. 11 settembre e Torri Gemelle, guerra in Afghanistan, nascita dell’Europa, massacro in Cecenia, attentati in tutta Europa, un nuovo Papa, dimissioni del Papa, due papi. E qui, vabbè, già siamo al massimo. Perché due papi nessuno, roba millenaria. Ma a quel punto ci siamo fatti prendere la mano e ci abbiamo messo pure la peggiore crisi finanziaria dai tempi dei bulbi dei tulipani nel 1600 e – adesso – la peggiore pandemia dai tempi della peste proprio durante un anno bisesto, ripetuto e bipapale. Avendo noi vinto su tutta la linea nel campionato delle sfighe atomiche, la generazione precedente si è però vendicata. E visto che eravamo profondi europeisti (vi ricordate che figata l’Erasmus eccetera eccetera), hanno pensato bene di metterci la Lagarde a distruggere tutto (regalandoci anche il primato della peggior caduta di Borsa di sempre), accompagnata dalla Van Der Leyen con dietro la Merkel. Tris di donne per distruggere quel che rimane dell’Europa. In effetti, ci mancava solo questo. E le cavallette. Ma per le cavallette ci possiamo attrezzare…

fabio.massa@affaritaliani.it

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