Riprende la mobilitazione delle  oltre 120 associazioni del territorio che aderiscono a “Brianza Accogliente e Solidale” . Le assocazioni ritengono necessario riprendere con vigore la campagna di mobilitazione perché i diritti umani non siano una semplice declamazione ma siano praticati, perché il giorno della memoria come diceva Primo Levi ci ammonisce che “ciò che è successo può succedere ancora”. Con queste parole, la rete delle associazioni brianzole torna ad organizzarsi per una serie di iniziative di sensibilizzazione in Brianza.

“I decreti sicurezza emanati durante il primo Governo Conte, dall’allora ministro dell’interno, Matteo Salvini,  sono tutt’ora in vigore e hanno provocato gravi lacerazione nel tessuto sociale di molte comunità escludendo dalla protezione umanitaria decine di migliaia di persone riducendole allo stato di ‘irregolarità’; per molti altri sono stati eliminati servizi di formazione e assistenziali utili a garantire un percorso di cittadinanza; moltissimi operatori e lavoratori italiani sono oggi disoccupati a conseguenza della riduzione del finanziamento per i bandi  di gestione delle case di accoglienza diffuse anche in Brianza”, spiegano gli organizzatori.

“Il memorandum sottoscritto fra Italia e Libia nel 2017, tutt’ora in vigore, condanna molti migranti a permanere in autentici lager dove sono sottoposti ad ogni sevizia, stupri e torture proprio da quelle bande armate grazie anche ai finanziamenti del governo italiano; a conseguenza poi dei Decreti Sicurezza, che fra l’altro hanno l’intento di bloccare le operazioni di soccorso delle navi delle Ong,, molti migranti vengono riportati dalla Guardia Costiera Libica in questi lager, mentre i migranti morti nel Mediterraneo in proporzione al numero delle partenze sono passati dal 2,37% nel 2017 al 6,71% nel 2019, con un aumento quindi del 300%”, aggiungono. “Guerre e aggressione del territorio – continuano – contribuiscono a quelle devastazioni ambientali, che sono direttamente causa dei cambiamenti climatici che determinano quelle diseguaglianze che sono alla base dei processi migratori”.

In preparazione della manifestazione del 14 marzo, Brianza Accogliente e Solidale ha organizzato due momenti di approfondimento. Il primo si svolgerà sabato 22 febbraio alle ore 15 presso la Cgil di Monza e avrà come tema il diritto alla cura, quale diritto prioritario per la persona, con una “Staffetta per la pace” fra operatori attivi nella pratica del diritto nel campo medico e della cura per le persone in zone di guerra. Saranno presenti Alfo Nicotra, presidente di Un ponte per, che illustrerà l’attività dell’associazione nel Kurdistan siriano; seguirà l’intervento di un operatore di Emergency di rientro dal Kurdistan iracheno, concluderà la giornata l’intervento di A. Ismail e M. Shatat che illustreranno la situazione medica e sanitaria in Palestina. A questi interventi si aggiunge la partecipazione di Amnesty International a sostegno della liberazione di Patrick George Zaki, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni, che si trova dal 7 febbraio in detenzione preventiva.
Il 2 marzo a Desio alle ore 21 presso l’auditorium dei Missionari Saveriani, invece, ci sarà un incontro su “Economia di guerra” cui parteciperanno Francesco Vignarca presidente dell’associazione Rete disarmo, che affronterà il tema della spesa militare nel mondo e in Italia e le conseguenze sulle politiche sociali,  e Eleonora Porcu per Fridays for future che affronterà il tema delle conseguenze ambientali delle politiche di guerra.

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