Sui social sta impazzando questa polemica tra Beppe Sala e i Verdi. Il che, fa già ridere così. I Verdi sono un partito al minimo storico, mentre in tutta Europa viaggiano in doppia cifra. Si sono fatti soffiare l’ambientalismo, loro – i Verdi, perfino dal Movimento 5 Stelle, che a sua volta l’ha perso perché le cose o si fanno o si dicono. E poi perché in Italia, e specialmente a Milano, va bene fare bei discorsi ma poi bisogna lavorare, e per lavorare bisogna muoversi, studiare, produrre. Dunque succede questo: i Verdi dicono al sindaco che si deve vergognare perché il Politecnico ha tagliato degli alberi. Il sindaco dice ai Verdi che si devono vergognare loro perché hanno il 2 per cento. Tutto questo ci fa perdere di vista l’obiettivo finale, che dovrebbe essere l’ambiente. Sono 15 anni che giunte di centrodestra e centrosinistra parlano di piantare gli alberi. Ricordo il progetto di Renzo Piano. Non se ne fece nulla. E poi di qui e di là, il fatto che gli alberi vanno sempre di moda. Se tutte le promesse fossero arrivate a compimento, vivremmo in un bosco, e non è così. A me dei quattro alberi del Politecnico non interessa nulla. Ma degli altri sì. Perché di sentire promesse e non il frusciar delle fronde, per dirla in poesia, mi sono un po’ rotto i cabasisi.

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