Io penso che se i nostri progenitori arrivassero sulla Terra oggi, risvegliandosi da loro sonno eterno, ci prenderebbero a schiaffoni.

In particolare mio nonno paterno, che prima e dopo essere internato come soldato italiano in un campo di concentramento, arava la terra. A mano. Anzi, col povero cavallo. Se leggesse che oggi che si può avere un trattore, che oggi che possiamo non stare curvi a spaccare le zolle, che il cavallo può vivere tranquillo, la cena per la prima della Scala è particolarmente green perché i cibi scelti sono quelli delle terre arate con i cavalli, come minimo ci prenderebbe per pazzi. Prima di chiedere che cazzo sia il green, quale nuova tortura abbiano inventato con un nome così. Ora, fuori di metafora. Va bene non inquinare, ma premiare chi coltiva come nel Settecento forse mi pare un po’ troppo. Anche perché i trattori, insieme ad altre cose, ci hanno consentito di non avere più la fame, la scarsità di cibo. Però va bene così, cibo proveniente da terre arate con i cavalli per la prima della Scala. Secondo me siamo pronti per il fondo del Qatar (vi ricordate la polemica?), altroché. In fondo, da quelle parti, grattacieli di Doha a parte, si fa ancora così.

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