Nel processo sulla “malagestione” del comune di Seregno (Mb), che vede coinvolto, tra gli altri, il costruttore Antonino Lugarà, valgono anche gli atti delle inchieste sulla ‘ndrangheta in Brianza. Come riporta oggi il quotidiano “Il Giorno”, all’udienza di ieri, in tribunale a Monza, sono stati sentiti i primi testimoni convocati dai pm Salvatore Bellomo e Giulia Rizzo, titolari dell’inchiesta che nel settembre 2017 ha portato in carcere Lugarà e ai domiciliari l’ex sindaco Edoardo Mazza. Lugarà è accusato di aver procurato voti al sindaco di alle elezioni del 2015, in cambio di una concessione edilizia. Il processo vede 15 imputati, accusati a vario titolo di corruzione, usura, abuso d’ufficio e ricettazione. Secondo il colonnello dei carabinieri Cataldo Pantaleo, ex comandante della compagnia di Desio e ora al Nucleo investigativo di Milano, le indagini partono dalla maxi inchiesta “Infinito” del 2010 sulla ‘ndrangheta e in particolare dal summit al circolo Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano, a cui parteciparono 31 affiliati. Come riferisce oggi il Giorno, alcuni di loro, identificati in seguito, secondo Pantaleo ebbero contatti a vario titolo con Lugarà. Carmelo Mallimaci , già condannato per tentata estorsione, è stato anche invitato all’aperitivo per la campagna elettorale di Edoardo Mazza al bar Tripodi di Seregno. Il bar è stato in seguito chiuso per legami con la ‘ndrangheta. I legali della difesa, che hanno chiesto, senza ottenerlo, di escludere dal dibattimento gli atti dell’inchiesta sulla ndrangheta, hanno sottolineato che la commissione antimafia del comune di Seregno non ha accertato infiltrazioni mafiose. Il processo riprenderà lunedì prossimo

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