Ruby Ter, teste ‘chiave’: “ad Arcore anche violenze fisiche”

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“Questa situazione mi ha rovinato la vita” ha confessato in aula piangendo Chiara Danese, una delle testimoni chiave del processo ‘Ruby Ter’, confermando ciò che già aveva raccontato anni fa sul ‘bunga-bunga’ all’interno della villa di Silvio Berlusconi. “Ho sofferto di depressione, di anoressia e ancora oggi sono in cura e prendo farmaci” ha aggiunto la 27enne ex concorrente di Miss Italia (all’epoca 18enne), riferendo di essere stata anche minacciata da un ex collaboratore di Lele Mora. Danese, secondo quanto riferito in aula, era stata portata ad Arcore da Emilio Fede con la promessa di 5mila euro a settimana come ‘meteroina’.
La ragazza ha poi dato tutti i dettagli di ciò che accadeva nella famosa sala del ‘bunga-bunga’, dove le ragazze insieme a Nicole Minetti si esibivano in spettacoli erotici davanti al leader di Forza Italia, facendosi anche toccare e baciare seni e zone intime. Ha parlato delle barzellette sconce raccontate da Berlusconi e della famosa “statuetta di Priapo”, con la quale le altre ragazze “simulavano rapporti orali”. “Ho visto e subito una violenza psicologica e fisica” ha confidato ai pm la ragazza.
Nel frattempo il difensore di Berlusconi, l’avvocato Federico Cecconi, nel controesame ancora in corso, sta provando ad evidenziare incongruenze nei racconti della testimone.

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