Oggi vi dico che cosa mi fa paura davvero, in Italia. Mi fa paura quando si continua a parlare di crescita, quando l’unica cosa che cresce è il debito pubblico. Mi fa paura se un premier dice che per abbattere questo debito pubblico si ricorre al fatto che lo spread è basso: è come chiedere l’aiuto da casa. In questo caso, all’Europa, che così ci può manovrare come vuole. Mi fa paura quando si gioisce per le manette. E’ un po’ come per gli ebrei di Brecht: fin quando portano via gli altri tutto bene. Mi fa paura quando ci si sente tanto fighi, come a Milano, e poi si finisce con la testa sott’acqua. Tanto chissenefrega, è già tornato il sole. Mi fa paura quando un giudice dice che sui social si può insultare, come successo recentemente a Roma in un procedimento – guarda un po’ te chi mi tocca difendere – intentato da Fedez contro l’ex hostess dell’Alitalia Martani. Mi fa paura un Paese dove si guarda sempre a chi non paga le tasse e mai a quanto sono alte e pesanti queste tasse. Non per i dipendenti, che le pagano tutte, ma per i datori di lavoro, che le pagano in quota parte per i dipendenti e moltiplicate per due per sè e per la società. Mi fa paura un Paese nel quale i partiti hanno leader, ma pochi sogni, poche aspirazioni di cambiare il mondo. Mi fanno paura un sacco di cose, insomma. Ma essendo dotato dell’italico spirito di resilienza, vado avanti a vedermi questo film horror fino alla fine.

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