È in scena al Teatro Dal Verme di Milano, domenica 22 e martedì 24 settembre l’opera Marco Polo, su libretto di Wei Jin e musiche di Enjott Schneider e di Shaosheng Li, e per la regia di Jingfu Shi. L’opera è la prima in lingua cinese ad approdare nei cartelloni teatrali italiani, ad anteprima della Stagione 2019-20 di Serate Musicali, in forma di concerto e, il 29 settembre e il 1 ottobre in forma teatrale al Teatro Carlo Felice di Genova. Sul palco, l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice di Genova diretti da Muhai Tang, nella parte di Marco Polo, lo straordinario tenore italiano Giuseppe Talamo.
I racconti dei viaggi di Marco Polo del XIII secolo sono qui intrecciati in una trama originale del librettista Wei Jin, che ha esplorato appositamente i siti storici nel Sud e Sudest della Cina relativi al viaggio di Marco Polo in Hangzhou, Zhejiang Province, Fuzhou e Quanzhou nella provincia di Fujian. Nell’adattamento di Wei Jin, Marco Polo viaggia verso Est attraversando la Via della seta antica assieme al padre e allo zio, innamorandosi di una donna cinese e prendendo parte agli intrighi tra la dinastia Song e il regno di Mongolia.
La trama dell’opera è incentrata sul ritorno di Marco Polo dalla Cina in patria, compiuto ripercorrendo la celebre Via della seta, la più antica rotta marittima conosciuta, nata durante il regno delle dinastie Shang e Zhou, che ha come la base di partenza proprio Guangzhou. Rotta storica, simbolo unico di multiculturalismo e transnazionalità, la Via della Sete ha ospitato il passaggio di migliaia di navi mercantili da tutto il mondo presso i porti cinesi. La fusione di culture, arti, usi e costumi che nacque da tale occasione di prossimità venne descritta da pionieri dell’esplorazione, quali in primis Marco Polo, generando fascino e curiosità riguardo al confronto tra il mondo occidentale e la civiltà orientale, dando inoltre un forte impulso al progresso e allo sviluppo che caratterizzarono l’Età delle scoperte a partire dal XV secolo.

“Marco Polo è un soggetto molto familiare per il pubblico cinese. Nonostante le controversie circa l’autenticità dell’esploratore e delle sue vicende, è un tema che ha sempre lasciato molto spazio all’immaginazione– dichiara il drammaturgo, Wei Jin.”

È all’insegna dell’internazionalità anche il team creativo che ha lavorato alla realizzazione dell’opera. Il cast è composto da artisti provenienti da tutto il mondo, con diversi background culturali, promuovendo cooperazione tra Oriente e Occidente e integrazione tra culture diverse. In primo luogo gli autori delle musiche, il presidente dell’Associazione tedesca dei compositori Enjott Schneider e il compositore cinese nonché Project director del Beijing Modern Music Festival Shaosheng Li, oltre a Wei Jin, uno dei più influenti poeta cinese contemporanea e al direttore d’orchestra di fama internazionale, vincitore di un Grammy Award, Tang Muhai.

Lo spettacolo, prodotto in occasione del 50° delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, nasce su commissione delle realtà China Arts & Entertainment Group Ltd., Guangzhou Publicity Office, Guangzhou Municipal Culture, Radio, Television and Tourism Bureau, CPAA Theatres e Silk Road International League of Theatres insieme a We Opera Studio Holding Ltd.

Teatro Dal Verme di Milano, domenica 22 e martedì 24 settembre, ore 20

Via S. Giovanni sul Muro, 2

Info e prenotazioni http://dalverme.org/event.php?id=2006

Biglietti: intero 15-35 euro / ridotto 5-10 euro

 

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