C’era una volta la politica e l’educazione.

Io non finirò mai di scandalizzarmi.

Andiamo per ordine. Secondo la Stampa in alcune scuole di Milano è successo che i bambini che non mangiano in mensa e si portano dunque il pranzo da casa finiscono per consumarlo in piedi, o seduti a terra. Una follia.

Andiamo per ordine. A un certo punto, visto che questo è un mondo di cretini e la politica appoggia la cretineria, si decide che la schiscetta da casa è un diritto per chi va a scuola. Una volta nessuno si era posto il problema, pensa che imbecilli che erano i nostri genitori: mangiare insieme le stesse cose lo si riteneva un valore. Ma no, visto che qui stiamo cadendo verso la deficienza, allora diritto alla schiscetta. Amen. Ma da allora, è tutto un casino. Perché i bimbi vengono di fatto segregati, divisi, tipo apartheid. E perché ovviamente alcune famiglie a volte per risparmiare, a volte per altri motivi molto meno nobili (tipo che i bimbi fanno i capricci perché non piace il pesce, o le verdure, che la scuola, pensa che cattivoni, continua a mettere in menù), insistono a mandare il pranzo da casa.

Ora, la politica potrebbe trovare una soluzione. Ad esempio, come è successo a Rozzano, far sì che la mensa sia completamente gratuita. Niente più scuse: si mangia tutti insieme. Un grande esempio, poiché la mensa è un momento educativo. Ovviamente c’è chi la pensa diversamente: la sinistra che era al governo della città, per esempio. Per questi che ancora non hanno capito come sono riusciti a perdere la città dopo 70 anni di predominio assoluto, la misura della mensa gratis è una cavolata, perché privilegia i ricchi.

Per la serie: non capire niente neppure sotto tortura.

A farne le spese, poi, sono sempre i bambini.

E questo è inaccettabile.

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