Salvini a Pontida, “Questa è l’Italia che vincerà”, insulti ai giornalisti

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Questa è l’Italia che vincerà”: così Salvini ieri dal palco di Pontida, davanti a decine di migliaia di militanti stipati nel tradizionale pratone leghista. Il ‘Capitano’, aprendo il suo intervento di oltre 40 minuti, ha definito il suo popolo “l’Italia che vincerà”. A Di Maio, tra i più insultati, ha dedicato appena un cenno: “Resta un amico, ma mi spiace vedere che la rivoluzione dei 5 stelle si trasformi nel cappello in mano in Umbria per una poltrona”. Più acido con il premier, accusato  di aver sacrificato il Paese in cambio di appoggi internazionali. In vista della visita di Macron a Roma, ha attaccato: “Sono curioso di capire cosa ha svenduto in termini di sovranità ed economia italiana per aver la pacca sulla spalla da Macron e dalla Merkel”. Salvini ha annunciato chiederà firme per tenere referendum su ogni materia, dalla legge elettorale al tema della sicurezza, girerà in lungo e in largo la penisola per mobilitare il partito, sicuro che alla fine, afferma, citando Leopardi, “la pazienza è la più forte delle virtù”.

Durante la giornata ci sono stati momenti di tensione: Antonio Nasso, un giornalista di Repubblica, è stato aggredito da alcuni militanti e Gad Lerner è stato accolto da insulti. “Massone, straccione, vai a casa, figlio di cento padri, spargi sempre merda su di noi, oggi sei tu che hai la merda, provocatore”. Questi sono solo alcuni degli insulti indirizzati a Lerner. Solidarietà è stata espressa al giornalista da parte dei colleghi. La Federazione nazionale della Stampa italiana ha espresso solidarietà “al giornalista videomaker di Repubblica Antonio Nasso, aggredito da un militante della Lega durante il raduno di Pontida per il solo fatto di aver posto delle domande, e al collega Gad Lerner, accolto dai manifestanti con urla e insulti anche a sfondo razzista. Dal momento che le aggressioni sono documentate, ci attendiamo che gli autori siano identificati, fermati e sanzionati in modo adeguato”.
“Il clima di odio che si respira, non solo nei confronti dei cronisti, ha raggiunto livelli preoccupanti – prosegue la nota -. Il sindacato dei giornalisti auspica che le forze politiche accolgano i ripetuti appelli ad approvare norme specifiche a tutela del diritto-dovere di cronaca e degli operatori dell’informazione e, in generale, a promuovere a tutti i livelli un uso del linguaggio che consenta di disinnescare quella cultura dell’intolleranza che è la causa principale di episodi come questi e troppi altri”.

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