La Giunta comunale ha deciso di ricorrere al TAR contro il decreto con cui, il 3 giugno scorso, il Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha decretato l’interesse culturale particolarmente importante relativo al quartiere QT8.
“Il provvedimento del MIBAC – spiega palazzo Marino – non ha quindi accolto le osservazioni formulate ad aprile dall’Amministrazione con cui si proponeva di sostituire il vincolo monumentale, considerato troppo impattante sulla gestione degli interventi di iniziativa pubblica e privata, con un più appropriato vincolo paesaggistico, già applicato in diversi abiti del territorio cittadino”.
L’Amministrazione, prosegue la nota, “ritiene quindi opportuno procedere all’impugnazione davanti al TAR del decreto ministeriale al fine di salvaguardare le prerogative del Comune nella gestione degli edifici comunali e nella disciplina dello sviluppo del territorio. Il vincolo, va ricordato – si legge ancora nella nota -, prevede la preventiva autorizzazione della Sovrintendenza per tutti gli interventi da realizzare su strade, piazze, spazi verdi (compreso il Giardino dei Giusti), edifici abitativi realizzati nel dopoguerra ed edifici pubblici (tra cui la scuola elementare Martin Luther King e il Padiglione per mostre e riunioni con campo giochi per bambini di via Pogatsching) nel quartiere compreso fra le vie Antonio Sant’Elia, Fabrizio Quattrocchi, Alcide De Gasperi, Renato Serra, Marco Cremosano e Dioede”.
“Il vincolo monumentale posto al quartiere – dichiara l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran – è una scelta anomala, che pare molto ideologica e che causerà criticità di intervento nelle manutenzioni di strade ed edifici pubblici per il Comune e rigidità burocratiche irragionevoli ai proprietari di abitazioni. Per questo ricorriamo confidando di poter arrivare a un vincolo di natura paesaggistica molto più coerente rispetto alle caratteristiche del quartiere e che il Comune auspicava da anni”.
Intanto per il quartiere QT8 arriva un progetto di riqualificazione del Parco Monte Stella, oltre 300mila mq di verde pubblico. È notizia di oggi infatti che il progetto “Monte Stella; nascita di un modello di tutela condivisa”, predisposto dall’Associazione Promozione Sociale AmbienteAcqua Onlus in collaborazione con il Comune di Milano, Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica Lombardia, Club Alpino Italiano sezione di Milano, Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e APS Non Riservato – fa sapere palazzo Marinio – ha vinto il Bando 57 promosso dalla Fondazione di Comunità di Milano – Città, Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana Onlus che mette a disposizione fino a 100mila euro a favore di azioni e interventi in grado di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente delle comunità”.
“Il progetto prevede un programma di recupero, ripristino e manutenzione dell’intero complesso del Monte Stella, uno dei polmoni verdi più diversificati ed estesi di Milano. Gli interventi prioritari vanno dalla ripresa totale del sistema di canaline e tombini, per una miglior regimentazione delle acque meteoriche, al recupero delle aree a maggior pendenza, per garantirne la massima fruibilità da parte di cittadini e bikers. Saranno inoltre realizzate soluzioni tecniche che consentiranno alle persone con disabilità la fruizione del percorso centrale del parco: sarà la prima realizzazione in un parco pubblico della Lombardia per lunghezza. Il programma prevede anche la messa a dimora di nuovi arbusti e alberi forestali e la perimetrazione di zone da destinare ad ambito protetto per attività educative e didattiche.
Gli interventi, per un valore totale di 155mila euro (di cui il Comune cofinanzia 50mila euro), saranno realizzati con il minor utilizzo possibile di macchine operatrici, con l’obiettivo di salvaguardare la vegetazione del parco”.
“Il vincolo del MIBAC – conclude palazzo Marino – imporrà che qualsiasi intervento sia sottoposto preventivamente alla valutazione della Sovrintendenza, rendendo quindi il processo di riqualificazione verosimilmente più lungo e complesso”.

“Il ricorso è doveroso perché ce lo chiede la città, non perché si tratta di nostre proprietà toccate da questa disposizione ministeriale”. Così il sindaco Giuseppe Sala a margine della commemorazione della strage di via D’Amelio, ai giardini Falcone e Borsellino di via Benedetto Marcello. Il primo cittadino ha concluso: “Ci sembrava giusto rappresentare gli interessi della città. Poi si vedrà cosa succede”.

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