Raffaella Curiel, Rosalina Neri, il regista Filippo Crivelli, il direttore del Piccolo teatro di Milano Sergio Escobar e il sindaco di Milano Giuseppe Sala sono solo alcuni fra i nomi che hanno portato un saluto all’attrice Valentina Cortese (scomparsa ieri a 96 anni)  presso la camera ardente allestita al Piccolo Teatro,  camera ardente, decorata da grandi corone di rose bianche e dagli omaggi della Regione e del Comune. “Ho quarant’anni di ricordi, fatti di lavori assieme, spettacoli visti, condivisioni di affetti e telefonate di lavoro – la ricorda Escobar – Una volta le dissi: ‘Possiamo proiettare il tuo cammeo nel film di Truffaut’, ma lei era contraria, mi aveva risposto che la faceva passare per stupida. Lo abbiamo proiettato lo stesso e il giorno dopo lei mi chiamò per dirmi che quella rappresentazione in realtà era un atto d’amore del regista francese”.
Anche per Crivelli individuare un singolo ricordo della Cortese è difficile: “Ho un ricordo di vita, vedevo i suoi film da quando ero bambino e l’ho conosciuta negli anni ’60 – commenta il regista -, siamo diventati amici e abbiamo lavorato insieme a spettacoli e canzoni. Abbiamo fatto anche due spettacoli nel milanese. L’ultimo è stato un recital dedicato a lei con Enrico Boito al teatro di Verdura in via Senato dal titolo ‘Dolce creatura crudele’, una sequenza di lettere d’amore, gelosia e disperazione scritte da lei come Eleonora Duse. È stata l’ultima cosa che ha fatto prima di ritirarsi”. Crivelli non condivide la definizione che le ha attribuito la stampa, di grande diva: “L’ho vista molto spesso in pantofole e anche in mutande ma nel giro di un batter d’occhio diventava una diva straordinaria per il fascino interiore che trasmetteva”‘. La stilista Raffaella Curiel la riassume con poche parole: “Una donna indescrivibile, un angelo”. “A volte icona è un termine un po’ abusato, ma nel caso di Valentina Cortese, si tratta certamente di un’icona”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala. “La sua è stata una vita incredibile: è passata da essere allevata in terra di contadini a Hollywood – ha continuato il primo cittadino -, Cortese è stata tante cose assieme, credo che il ricordo che porterà Milano di lei sarà indelebile”.

Commenti FB
Articolo precedenteMilano ricorda Giorgio Ambrosoli a 40 anni dalla sua scomparsa
Articolo successivoOlimpiadi, riunito il primo Tavolo tecnico per Milano-Cortina 2026
La prima volta della mia vita in cui “sono andato in onda” è stato il 7 luglio 1978…da allora in radio ho fatto veramente di tutto. Dai programmi di rock all’informazione, passando per regie e montaggi. Giornalista dal maggio 1986 sono arrivato a Radio Lombardia nel marzo del 1989 qualche giorno prima della nascita del primo mio figlio, insomma una botta di vita tutta in un colpo. Brianzolo di nascita e di fatto il maggior tempo della mia vita l’ho passato a Milano città in cui ho avuto la fortuna di sentire spirare il vento della cultura mitteleuropea. Adoro la carbonara, Finale Ligure e il Milan (l’ordine è rigorosamente alfabetico). I libri della vita sono stati e sono: “Avere o essere” di Fromm, “On the road” di Kerouac, “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, “Grammatica del vivere” di Cooper e l’opera omnia del collega e amico Piero Colaprico (vai Kola!). I film: “Blade Runner“, “Blues Brothers” e “Miracolo a Milano” quando buongiorno voleva dire veramente buongiorno. Ovviamente la musica è centrale nella mia formazione: Pink Floyd, Frank Zappa, Clash, Genesis e John Coltrane tra i miei preferiti. https://www.wikimilano.it/wiki/Luca_Levati

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.