È agli arresti domiciliari il sindaco leghista di Legnano (MI), Gianbattista Fratus. Le accuse mosse nei suoi confronti sono quelle di corruzione e turbativa d’asta. Le indagini condotte dalle fiamme gialle del Comando Provinciale di Milano hanno difatti rivelato che vi erano “spregiudicate manipolazioni di procedure” dietro la nomina di “soggetti, amici e conoscenti manovrabili e riconoscenti in futuro”.

Undici le persone indagate fino ad ora nell’inchiesta – definita “Piazza Pulita” – della Procura di Busto Arsizio (VA), su un presunto sistema corruttivo per la nomina di persone gradite al sindaco di Legnano. Della giunta ai domiciliari anche l’assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini, mentre è in carcere l’assessore al bilancio e vicesindaco di Legnano Maurizio Cozzi, entrambi di Forza Italia. I tre, secondo la Procura, agivano come un vero e proprio “comitato di controllo politico delle nomine”.

Le intercettazioni hanno poi smascherato che, senza troppi giri di parole, il messaggio “Il prezzo è stato pagato”, voleva proprio comunicare il passaggio di voti al ballottaggio dal candidato sindaco alle amministrative 2017 Luciano Guidi a Fratus, in cambio di un posto per la figlia nel cda della Aemme Linea Ambiente di Legnano.
Da una nota della prefettura si apprende infine che è stata nominata come Commissario per la provvisoria gestione dell’Ente il vice prefetto Cristiana Cirelli, con le funzioni del sindaco e della Giunta.

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