C’erano una volta i videogiochi.

Mi sembra di essere tornato indietro di 25 anni. O forse 30. Il caso è quello dell’operazione GTA a Monza.

In pratica un gruppo di cretini e violenti andava in giro a rapinare la gente e ha provato anche ad ammazzare. Il tutto, secondo gli inquirenti, ispirandosi a un gioco chiamato GTA, dove – appunto – si impersona la figura di un criminale. E adesso tutti a dire che i videogiochi sono troppo violenti eccetera eccetera.

Allora mi ricordo di un vecchio videogame, si chiamava Carmageddon. Praticamente con la tua auto dovevi tirare sotto i pedoni per fare punti. Non proprio una roba edificante, e pure abbastanza noiosa. Venne fuori talmente un casino che dovettero sostituire, ma non in tutti i Paesi europei, le persone con gli zombie. Alla fine, a distanza di 20 anni, possiamo tranquillamente dire che in Inghilterra, dove Carmageddon lo giocarono centinaia di migliaia di persone, senza zombies, non ci sono stati più investimenti di quelli avvenuti in Italia, dove Carmageddon era con gli zombies.

Che cosa voglio dire? Voglio dire che quella banda di Monza sono una manica di piccoli criminali bulletti. E che i videogiochi servono a poco, quando uno criminale lo è dentro.

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