A Pavia in mostra De Chirico, De Pisis e Carrà

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Giorgio de Chirico, Frutta con sfondo di paese, 1956 Legnano, collezione privata © GIORGIO DE CHIRICO, by SIAE 2019

Un punto di vista nuovo sulla storia dell’arte. Un sorprendente affondo sul genere della natura morta attraverso un dialogo inedito tra maestri del Seicento e del Novecento italiani per una proposta originale con cui coinvolgere il pubblico più vario. Un percorso espositivo accattivante con un apporto scientifico di eccellenza.

Per la stagione espositiva primaverile il Settore Cultura, Istruzione, Politiche Giovanili del Comune di Pavia organizza De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose, presso i Musei Civici del Castello Visconteo dal 19 aprile al 28 luglio 2019.

Curata da Antonio D’Amico, con la collaborazione scientifica di Elena Pontiggia e Maria Silvia Proni, la mostra offre un affascinante percorso in cui un gruppo di superbe nature morte napoletane del Seicento, eseguite con una lenticolare adesione alla realtà da artisti caravaggeschi (Paolo Porpora, Giovanni Battista e Giuseppe Recco, Giovanni Battista Ruoppolo), dialoga con importanti opere di Filippo de Pisis, con un nucleo raro di Vite silenti di Giorgio de Chirico e con alcune meditabonde nature morte di Carlo Carrà, pittori che nel Novecento hanno dato origine alla Metafisica, attribuendo agli oggetti ritratti un valore simbolico e lasciando così emergere la vita nascosta delle cose.

La mostra – occasione per ammirare anche Gli Archeologi in cui De Chirico adopera un tempietto addossato a un masso roccioso, ripreso da un dipinto appartenuto a De Pisis, suggellando così la loro amicizia anche attraverso il linguaggio pittorico – si annuncia sorprendente nel dimostrare come il genere della natura morta in Italia si animi nel Novecento di nuovi impulsi e di vigorosi risvolti simbolici.

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