Bergamo revoca la cittadinanza a Mussolini, Gori si astiene

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Il consiglio comunale di Bergamo ha revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. La delibera presentata da Pd e Sinistra è stata approvata per una manciata di voti: 13 sì, 10 no, 10 astenuti tra cui il sindaco Giorgio Gori.  La cittadinanza al Duce venne conferita nel 1924. Gori si era sempre pronunciato in maniera tiepida sulla proposta di revoca. Unanime invece la condanna al regime fascista, mentre i distinguo sono arrivati nel merito dell’opportunità della decisione. “Credo che la politica si giudichi dai fatti – evidenzia Gori -. Noi abbiamo fatto pratica di antifascismo, richiamando ogni giorno nella nostra azione i valori della Resistenza e della Costituzione. Bergamo nel ’24 era in larga misura fascista e non mi convince la ricostruzione che tende a ricondurre l’instaurarsi del regime alle sole violenze delle squadracce e al clima di intimidazione. Della storia, anche dei suoi passaggi più bui, è sempre opportuno trattenere memoria e insegnamento. Quale? Per esempio che i popoli non sempre hanno ragione, a volte compiono tragici errori”. Aggiunge il primo cittadino: “Non so bene cosa significhi ‘non riconoscere’. Abbiamo deposto il bianchetto. Ma ha senso giudicare un fatto consolidato e storicizzato con criteri temporalmente posteriori? Riconosco il passo avanti, ma non mi convinco fino in fondo, soprattutto dell’irrinunciabilità di questa decisione”.

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