Dobbiamo evidentemente ripartire da qui. Non c’è altra speranza.

Il caso Cesare Battisti dice tutto. Badate bene, non sto parlando della verità processuale, o del fatto che Cesare Battisti sia o no un terrorista. Perché lo è, e c’è poco da discutere. E finalmente è andato in prigione e pure su questo c’è poco da discutere. No, quello che mi colpisce è qualcosa di diverso. Molto diverso. C’è gente che si è messa a fare polemica perché a Cesare Battisti avrebbero intitolato delle strade. Ecco, in questa cosa c’è tutto. Tutto. E’ il segno dei nostri tempi, e viene voglia di tifare asteroide. Uno che si scandalizza perché avrebbero intitolato una strada al Cesare Battisti che hanno portato in carcere ieri, non conosce ovviamente il Cesare Battisti patriota irredentista. Non solo: non sa niente di come vengono assegnati i nomi alle vie. E fin qui, vabbè, è ignoranza. Ma c’è dell’altro: ipotizza che qualcuno sia talmente cretino da aver scelto di intitolare una strada a un uomo vivo ricercato dalla Polizia perché terrorista. E’ una valutazione della politica che è talmente degradante da farsi qualche domanda. Sulle colpe della politica, ovviamente. Ma anche sul fatto che fin quando la politica andrà a ricercare quei voti, quelle menti distorte, quelle bestialità intellettuali, non produrrà niente di buono per il resto del Paese che magari non conosce il Battisti irredentista, ma che ipotizza che non sia lo stesso Battisti terrorista che se ne va in carcere per i suoi reati.

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