Frontale contromano: “la Panda a forte velocità, sorpassi azzardati poi lo schianto”

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La dinamica esatta è ancora da stabilire con certezza ma sul terribile schianto avvenuto sulla nuova tangenziale di Morbegno, sei morti in un frontale tra due auto, ci sono pochi dubbi. A causare la strage è stata la Panda con i cinque giovani di Tirano a bordo guidata da Jessica Capelli, 26 anni, che ha preso in pieno la 500 X di Andrea Gilardoni, 52 anni, in viaggio verso Livigno dove lo attendeva la famiglia. Dalle ricostruzioni della Polizia Stradale di Bellano, coordinata dalla Procura di Sondrio, che ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, la Panda viaggiava a forte velocità, oltre i 120 km orari dove il limite è 90, e nelle gallerie della variante di Morbegno aveva effettuato dei sorpassi azzardati nonostante la doppia linea continua di divieto di sorpasso. Lo riferisce stamani il quotidiano La Provincia di Sondrio. Dopo aver inanellato una serie di manovre pericolose, dunque, la ragazza al volante della Panda ha infilato a 120 orari la corsia contromano della statale 38 nel punto in cui la strada passa da una a due corsie per senso di marcia. Tutto ripreso dalle telecamere di sicurezza. I cartelli di divieto di accesso sono evidenti così come la segnaletica orizzontale che separa la canna nord dalla sud ma Jessica Capelli ha continuato a guidare nel senso sbagliato fino allo schianto frontale, terribile e inevitabile, con la vettura del 52 enne di Argengno (CO) che procedeva regolarmente nel suo viaggio. Il fascicolo per omicidio stradale è destinato ad essere archiviato per morte del responsabile ma serve per completare tutti gli accertamenti. Le prime autopsie si sono svolte ieri, oggi le ultime. La Procura ha disposto anche gli esami tossicologici e alcolemici. La Procura vuole accertare se la donna alla guida della Panda fosse sotto l’effetto di alcol o droghe. Addosso a una delle vittime sono stati trovati alcuni grammi di hashish, una quantità minima che rientra nell’uso personale ma, visti i precedenti di alcune delle vittime – come riferisce sempre il quotidiano La Provincia -, gli inquirenti hannno preferito disporre ogni accertamento possibile.

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