Riaprire i Navigli a Milano, le ricadute economiche del progetto

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Foto (Luca Levati)

Si terrà mercoledì 28 novembre, dalle ore 9,30 alle 13 a Milano presso l’Auditorium Claudio De Albertis – Assimpredil Ance, via San Maurilio 21 la presentazione della ricerca sviluppata dall’ Associazione Riaprire i Navigli nell’ambito dei Progetti Territoriali di Fondazione Cariplo dal titolo “RIAPRIRE I NAVIGLI A MILANO. Le modalità di finanziamento del progetto e le ricadute socioeconomiche dell’investimento”.  

“L’incipit della nostra prima uscita ormai molti anni fa ‘Ci guadagneremo tutti’, oggi trova un riscontro concreto.”- lo dichiara Roberto Biscardini Presidente dell’Associazione Riaprire i Navigli che aggiunge – “Dopo tante discussioni e dibattiti sulla fattibilità generale del progetto, sulla opportunità di aprirlo integralmente o solo per piccole tratte, oggi possiamo aprire una pagina nuova, un nuovo angolo di visuale con cui guardare il progetto e affrontare la questione assolutamente stimolante dei vantaggi economici, occupazionali, sociali, territoriali e ambientali che la riapertura dei Navigli può produrre per tutti cittadini milanesi e lombardi.

Infatti la riapertura dei Navigli non sarà solo un investimento pubblico e sociale di straordinarie dimensioni per tutta la città di Milano e tutta la Lombardia, ma anche una grande opera strategica per il futuro della nostra città. Come abbiamo detto più non un costo, ma un investimento. E oggi possiamo dimostralo. Un’opera che produrrà in molti settori guadagni molto superiore al doppio del suo costo.”

L’analisi degli impatti socieconomici, in termini di generazione di maggiore reddito diffuso e di creazione di nuova occupazione, e l’analisi costi-benefici hanno infatti evidenziato come l’intervento di riapertura integrale dei Navigli costituisca un importante investimento in favore dello sviluppo economico e sociale del territorio milanese.

Il tema della fattibilità finanziaria, che è stata alla base dello studio, al pari della parte riguardante le possibili trasformazioni territoriali, è stata condotta prendendo in considerazione un orizzonte temporale di 30 anni (4 per la realizzazione dell’opera e 26 di gestione della stessa). Sulla base di queste ipotesi sono stati ricalcolati i costi totali dell’investimento che sono risultati essere sufficientemente modesti ed anche inferiori rispetto a quelli finora comunicati. Così pure sono stati stimati i costi di gestione/manutenzione dell’opera. Lo studio ha altresì evidenziato tutta una serie di possibili cespiti o risparmi per il Comune di Milano che possono contribuire in misura significativa alla copertura dei costi di investimento e di gestione. Lo studio si è quindi dedicato sulla individuazione delle possibili opzioni e soluzioni innovative per il finanziamento di quest’opera. anche alla luce di analoghe esperienze a livello internazionale.

 

Foto Luca Levati

Un opera nuova da tanti punti di vista.

D’altra parte, la riapertura del Naviglio non dovrà essere la ricostruzione nostalgica di un paesaggio che non c’è più, bensì la costruzione di un nuovo paesaggio che qualificherà Milano verso un’ulteriore modernità. In fatti i Navigli riaperti non solo trasformeranno il paesaggio del centro insieme a quello di tutta la città, ma rivoluzionerà l’ambiente e l’economia della città impostando un nuovo paradigma di vita civile.

Se dall’apertura del Naviglio si sapranno trarre tutte le possibili ricadute positive, a Milano ci sarà meno traffico, più pedonalità, più verde, maggiore qualità della vita, e così Milano potrà accostarsi, in modo innovativo, alle futura modernità di una città ecologica, con meno inquinamento, con tecnologia predisposte ad usare l’acqua per risparmiare energia, predisposta alla rivoluzione dei mezzi elettrici e alle auto a giuda autonoma. Dentro una visone urbana e regionale strategicamente diversa da quella del passato.

 

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