Il detto popolare è: piove, governo ladro. Ma anche se tira vento e tutto il resto.

Così, di volta in volta, chi sta al governo si deve intestare il problema di case abusive, alberi abbattuti, problemi sulla viabilità per il maltempo, eccetera eccetera.

Ogni volta la solita storia. E’ successo con Berlusconi, più volte. Poi con Renzi, poi adesso con Salvini e Di Maio. E aspettate perché sappiamo già quale sarà il copione: tra quattro mesi, nel pieno dell’inverno, con la neve, i servizi televisivi con “ci hanno promesso molto ma non hanno fatto nulla”.

Le colpe dalla politica sono abbastanza semplici da individuare: tutte le volte si promettono miliardi di miliardi di euro sull’ambiente, ma alla fine è un po’ come la cultura, l’ambiente. Non porta voti e non ci si mangia, quindi si appostano là dei soldi, e poi tranquillamente quando ce ne è bisogno si diminuiscono, diminuiscono eccetera. Tanto in fondo chi se ne accorge? Nessuno, fino alla prossima alluvione. Però se queste sono le colpe della politica, ci sono anche le colpe degli altri. Perché una villa abusiva, con gli allacci a luce gas eccetera, non nasce dal niente. Nasce da qualcuno che fa un abuso, da qualche altro che in Comune dà le autorizzazioni, da qualche altro che pur essendo sotto gli occhi di tutti non sanziona, da qualche altro che magari in quella casa vicino al fiume ci va per chiedere il voto. Tutti questi non sono politici. Sono ggggente, con tre ggg, che poi grida “piove governo ladro”. Siamo noi, siamo noi tutti. E’ ora che ce ne rendiamo conto altrimenti daremo sempre la colpa alla politica, senza accorgersi che è un po’ come sputare contro vento. Indovinate come finisce.

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