Oggi non ci occupiamo di cose contingenti, ma vorrei fare un piccolo bilancio di quello che si sta vivendo sotto la Madonnina. Credo che si sia toccato in questi mesi il punto più alto dell’amministrazione e il più basso della politica. Mi spiego rubandovi solo un minuto. A Milano la Lega e il Pd collaborano. Certo, si fanno la guerra nelle periferie, ma alla fine Fontana e Sala vanno d’accordissimo. Su tante cose. Non si registrano le liti che c’erano, ad esempio, tra Formigoni e Moratti, che pure erano entrambi del centrodestra. Quando Fontana e Sala si parlano, trovano sempre un accordo. Sulle Olimpiadi, ma non solo. Sulle infrastrutture, perfino sui tagli al trasporto pubblico locale hanno cercato una mediazione, difficilissima. Entrambi hanno un piglio ben particolare e ben radicato: sono amministratori. Fontana ha fatto il sindaco per dieci anni, e Sala di strada ne ha fatta da quando andava su e giù per il Decumano. Quindi, hanno un modo di ragionare molto simile. Quasi antipolitico, per certi versi: primum amministrare deinde filosofari. Prima gestire la cosa pubblica e poi fare filosofia, parafrasando una celebre frase latina. Il problema è che tanto vale l’efficacia in amministrazione, quanto sotto la Madonnina si verifica una inattesa elaborazione politica pari quasi a zero. Il Pd soffre tantissimo la situazione nazionale. La Lega si sta sforzando di diventare un partito della penisola. Forza Italia è ai minimi termini, anche se resiste e sopravvive soprattutto a Milano. Insomma, ognuno è preso con le sue cose ed è difficilissimo che si ingaggino battaglie sui grandi temi, come una volta. La pax di Milano è ottima per l’amministrazione. Forse assai meno per la politica. E su questa provocazione un po’ per specialisti, vi auguro buon week end.

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