Campo nazi a Cologno, gli antifascisti organizzano azioni di disturbo

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C’è una parte di Cologno Monzese che inizia a ribellarsi alla “rievocazione storica” organizzata dalla giunta leghista alla vigili della Liberazione, il campo militare dell’esercito tedesco che sarà ricostruito – per 3000 euro a spese del contribuente – il 21 e 22 aprile davanti a villa Casati, sede del municipio. Sinistra e antifascisti colognesi stanno organizzando un’azione di disturbo per sabato 21, alle 10, con fischietti, strumenti musicali, megafoni, tutto quello che serve per sabotare l’iniziativa del sindaco Angelo Rocchi e del suo assessore alla Cultura. “Il Comune di Cologno Monzese celebra la «Festa della Liberazione» con le uniformi naziste – si legge sulla pagina Facebook Cologno è antinazista – la giunta di centrodestra, guidata dal sindaco leghista Angelo Rocchi, ha deciso infatti di patrocinare una rievocazione dei «fatti accaduti sul finire del tragico conflitto mondiale» attraverso la ricostruzione di un campo militare della Wehrmacht, cioè dell’esercito tedesco al servizio di Hitler. Nella locandina di presentazione della rievocazione storica del 21 e 22 aprile nel cortile esterno di villa Casati però non è contenuto alcun riferimento a questo «dettaglio», ma si parla soltanto di «un reparto di fanteria nella Cologno di fine guerra». Senza specificare che le divise saranno quelle dell’esercito occupante. Ai partigiani nemmeno un cenno.”Alla vigilia de 25 aprile, organizzare un evento del genere è uno sfregio alla dignità degli italiani, che, contro la sopraffazione nazifascista, hanno opposto re sistenza patendo torture e morte. Contrastiamo ogni rievocazione nazifascista: la storia non è un gioco e tanto meno la guerra”. La notizia del campo militare nazi, con tanto di distribuzione del rancio ai passanti alla mattina e alla sera, è diventata un caso nazionale e ha fatto notizia anche all’estero. Due importanti quotidiani britannici, il Times e il Telegraph, hanno infatti dedicato spazio alla vicenda.

Vedi anche: http://www.radiolombardia.it/2018/04/05/48102/

 

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