Raid notturno a Pavia, “marchiate” le case degli antifascisti

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Raid notturno a Pavia: in città sono state ‘marchiate’ le case di decine di antifascisti con un adesivo sul citofono o direttamente sulla porta dell’abitazione con l’adesivo “Qui vive un antifascista” stampato con il simbolo “antifa” barrato, come un divieto. Secondo quanto
riporta la Provincia pavese tra i ‘marchiati’ ce ne sono alcuni implicati nei processi per i fatti del 5 novembre e altri solo attivi su pagine Facebook nel contrastare razzismo e
ostentazioni fasciste. Immediata la replica di alcuni dei colpiti, su facebook. Tra le reazioni raccontate dal quotidiano La Provincia Pavese c’è quella di Gabriele Duci, uno degli amministratori della pagina Facebook Sei di Pavia. “Questa mattina mi son svegliato e ho trovato questa gradita sorpresa accanto al citofono – scrive -. Negli anni ’30 fascisti e nazisti marchiavano i negozi degli ebrei. Negli anni 2000 i neofascisti marchiano le case dei cittadini che si sono espressi pubblicamente contro il fascismo. Evidentemente le cattive abitudini non passano. Anche perché, sono gli stessi di allora, solo se la prendono con soggetti diversi. Questo adesivo me lo sono meritato perché mi sono espresso  pubblicamente, anche su questo gruppo, contro il fascismo. E continuerò a farlo più forte di prima, perché è il dovere di ogni cittadino democratico”.
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