In un anno sono raddoppiati i boschi bruciati dagli incendi sulle montagne lombarde. E’ quanto stima la Coldiretti regionale rispetto ai roghi che stanno devastando le province di Varese, Como, Lecco e Sondrio. Il fronte del fuoco si è allargato di oltre il 100% in un anno passando dai 200 ettari arsi nel 2016 ai 450 ettari attuali. Già nel 2015 – spiega un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati Ersaf – sono stati registrati 225 incendi, con un significativo aumento sull’anno precedente (+132) e sulla media del decennio (169 all’anno). In 1 caso su 2 è colpa dell’uomo: nel 44% si tratta di eventi dolosi e nel 7% involontari, mentre il 48% ha cause dubbie, solo l’1% è riconducibile a cause naturali. Una volta superata l’emergenza – stima Coldiretti – ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.

Nelle foreste andate a fuoco – precisa la Coldiretti – saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati. In Lombardia – spiega la Coldiretti– sono oltre 625mila gli ettari coperti da foreste e rappresentano un quarto dell’intera superficie regionale. Il 79% dei boschi è concentrato in aree montane, il 13% in collina e il resto in pianura e le oltre 280 aziende attive nella filiera legno-bosco danno lavoro a quasi mille persone. “Gli agricoltori – afferma Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – svolgono un’opera fondamentale di presidio e tutela della montagna, degli alpeggi e dei boschi. I boschi sono un patrimonio che va ben gestito e tutelato, sia contro gli incendi che contro l’abbandono che è la prima condizione che favorisce i roghi”.

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