C’era una volta la narrazione sulla disoccupazione. Oggi leggo sul Corriere della Sera che Angelo Pattini, titolare delle omonime panetterie di Milano, non è riuscito ad assumere quattro persone con cartelli messi subito dopo Ferragosto. La motivazione è incredibile: “Ci serve personale da assumere a tempo pieno, con contratto regolare – spiega – ma spesso è proprio questo il problema. Uno è venuto, ha fatto due mesi e se ne è andato”. E ancora: l’offerta è chiara: otto ore di lavoro al giorno e uno stipendio che, a seconda della mansione, oscilla tra 1.200 e 1.400 euro netti.

Allora, visto che possiamo anche essere una rubrica di servizio, diamo una mano al signor Pattini: presentatevi nelle sue panetterie. E raccontateci se davvero le condizioni sono così.

Perché di storie di questo tipo, che poi si sono risolte in altre richieste inaccettabili, rifiutate perché sotto il limite della decenza, ne abbiamo viste. Ma sono sicuro – o quanto meno voglio sperarci – che non sia questo il caso.

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