Sulla decisione degli Stati Uniti di bombardare la Siria abbiamo sentito lo scrittore Shady Hamadi. Nato a Milano da madre italiana e padre siriano, fino al 1997 gli è stato vietato di entrare in Siria in seguito all’esilio del padre Mohamed, appartenente al Movimento Nazionalista Arabo e più volte arrestato e torturato in patria. A marzo del 2011, allo scoppio della rivolta siriana contro il governo di Bashar al Assad, prende posizione contro il regime, diventando un attivista per i diritti umani e una tra le principali figure di riferimento dell’opposizione in Italia.

“Questo attacco era inaspettato. Ciò non toglie che ci sono dei dettagli che vanno presi in considerazione. Non credo ci sia in atto un’escalation del conflitto”. Così ha detto ha Radio Lombardia, Shady Hamadi.

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