C’era una volta l’Atm. Torno sulla vicenda, dopo che ieri sera, verso le 21, il Comune e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo. Nella mattinata è stato organizzato uno sciopero che ha ricevuto il 100 per cento di adesione. Lo voglio dire chiaro, così nessuno può fraintendere: quello sciopero è il frutto avvelenato, il colpo di coda, della gestione Rota. E’ un’opinione, beninteso. Ma è un’opinione che ritengo motivabile. Se guardiamo l’accordo firmato da tutti, che oggi pubblichiamo su Affaritaliani.it Milano, raggiunto in tarda serata, si capisce come la motivazione dello sciopero risponde a una volontà di rassicurazione dei lavoratori e non di effettivi riscontri di merito. Vediamo di capirci. I lavoratori dicono che vogliono che ci sia una gara unica sulla mobilità, senza spacchettamento. Esattamente quello che è previsto. Non si farà una gara sulla superficie, dove Atm perderebbe perché costa troppo, e una sulle metropolitane. Si farà una gara sui servizi di mobilità e un’altra con tutte le cose che con la mobilità non c’entrano, tipo area C, o le strisce blu, giacché Atm gestisce pure tutta quella parte oggi. Si afferma nel protocollo firmato che la previsione di spesa approvata nel bilancio di previsione 2017 sarà confermata. Ma va? Il bilancio è stato approvato poche settimane fa, che cosa dovrebbe far pensare il contrario? Ecco, il tema è proprio questo. Non c’è nulla di nuovo sotto al sole di Milano. Ma allora, perché scioperare?

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