Nelle campagna è guerra ai vandali dei rifiuti

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Guerra ai vandali dei rifiuti. Negli ultimi dieci anni – stima la Coldiretti Lombardia – almeno la metà delle aziende agricole è dovuta intervenire per ripulire le discariche abusive lasciate ai bordi dei campi, nei canali o vicino alle cascine. Il fenomeno è così diffuso che non si limita alle sole grandi aree metropolitane, spiega la Coldiretti regionale dopo l’allarme lanciato dagli agricoltori bergamaschi per la quantità di spazzatura che in questi giorni sono costretti a sgomberare prima di iniziare i lavori di primavera. “Ogni anno è la stessa storia – spiega Nazzareno Samuel Ferro, agricoltore di Torre Pallavicina – devo dedicare tempo e risorse per  fare un po’ di pulizia ed evitare che bottiglie di plastica e di vetro e scarti di ogni genere vadano a finire in pieno campo e mi rovinino i macchinari che utilizzo per i lavori. L’altro giorno  per bonificare un chilometro di strada ho dovuto impiegare due persone per un paio d’ore”. Simone Locatelli di Chiuduno ha trovato un divano ai bordi del suo vigneto, mentre Rolando Personeni di  Brembate  è costantemente costretto a raccogliere rifiuti di ogni genere, in particolare  in un terreno situato a 100 metri dalla piattaforma ecologica: una volta un tappeto abbandonato gli si anche finito dentro la falciatrice meccanica. Mentre Chiara Tiraboschi a San Paolo D’Argon ha dovuto stipulare un accordo con l’amministrazione comunale per il ritiro indifferenziato della grande quantità di immondizia che trova ogni volta nei suoi campi. Situazione simile attorno a Milano. “In questi anni ho trovato di tutto – spiega Alessandro Verga, 44 anni, con la cascina in zona San Siro a Milano – dai lavandini ai water, dai mobili alle macchine rubate e smontate, fino alla semplice busta della spazzatura”.

Gianpaolo Papetti, 50 anni, risicoltore con i campi lungo via Chiesa Rossa a Milano calcola che in un anno è come se passasse una settimana, notte e giorno senza interruzioni, a ripulire campi e fossati: “Una situazione assurda. Una volta ho trovato anche 50 fusti vuoti di birra, mentre un’altra volta ho beccato uno che scaricava dei mobili. Per fortuna che poi chiami l’Amsa e intervengono. Ma ci vorrebbe un po’ più di civiltà”. Eppure – spiega la Coldiretti regionale su dati Arpa – negli ultimi dieci anni la pattumiera di ogni lombardo si è alleggerita di almeno 60 chili, con una “produzione di scarti” scesa dai 518 chili del 2006 a meno di 458 a fine 2015, mentre la raccolta differenziata è salita dal 43,9 al 59%. Fra i capoluoghi di provincia – dice Coldiretti Lombardia – quello che ha tagliato di più la pattumiera è Como, con un calo di oltre 145 chili di immondizia a testa, mentre Mantova ha il record per la raccolta differenziata, balzata dal 36 a più del 77%, e registra un taglio di oltre 137 chili nella produzione di spazzatura per singolo abitante. Fra le altre città che hanno fatto dimagrire la pattumiera di oltre cento chili ci sono Sondrio e Lodi. Milano invece è poco sopra la media regionale con un taglio di 67,51 chili in dieci anni e una produzione di circa 496 chili di immondizia per abitante. A livello assoluto è Brescia che ha i bidoni più pesanti con oltre 685 chili a testa all’anno e un calo di poco meno di 28 chili dal 2006.

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