“Mio figlio rifiutato dalla scuola perché gay”, un anno fa era stato lasciato nel corridoio” è la denuncia della mamma di un ragazzo di Monza. La sua vicenda l’anno scorso era diventata un caso. Avrebbe dovuto cominciare l’ultimo anno di un istituto religioso professionale. “Per iscriverlo ci hanno detto di richiamare, poi che non c’era più posto” racconta la mamma . Pronta la risposta della scuola: “Il ragazzo in questione non è iscritto al nuovo anno perché non ha presentato domanda di iscrizione al ‘Terzo corso sala bar’ entro i tempi stabiliti” ha comunicato, in mattinata, l’Ente cattolico per la formazione professionale. “Il nostro ente non ha mai messo in atto alcuna discriminazione in quanto accoglie ragazzi di ogni nazionalità e religioni e si e’ sempre adoperato per l’inclusione e l’integrazione”. L’Arcigay ha comunicato l’intenzione di attivare il Ministero dell’Istruzione.

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