Frecce bianche addio sulla Torino-Milano-Venezia

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“E’ in arrivo un nuovo duro colpo ai pendolari della linea Torino-Milano-Venezia. Domenica salteranno i primi due treni, il Frecciabianca 9712 Venezia-Torino e il 9733 Torino-Venezia; la prossima coppia verrà cancellata all’inizio del mese prossimo e si tratta del Frecciabianca 9710 Venezia Torino, e il Frecciabianca 9737 Torino Venezia”. Lo rende noto il responsabile trasporti di Legambiente Lombardia, Dario Balotta. “Il destino dei «treni bianchi» è segnato, perché
entro la primavera prossima spariranno tutti i 18 Frecciabianca in circolazione attualmente sulla tratta in questione anche in vista dell’apertura (2017)  dell’ Alta Velocità da Treviglio a Brescia. Sono decine di migliaia i pendolari  che ora si servono delle frecce Bianche in alternativa agli inaffidabili treni regionali che hanno indici di efficienza distanti dalla media comunitaria. I treni sono vecchi e il federalismo dei trasporti ha separato e reso difficili i collegamenti ferroviari tra Piemonte, Lombardia e Veneto con la soppressione dei treni di molti treni interregionali. Per le migliaia di pendolari della Torino-Milano di Vercelli e Novara – prosegue Balotta – abbandonare le Frecce Bianche sarà come un tuffo nel passato, visto che quelle Rosse correranno sul nuovo tracciato Alta Velocità, che non tocca le due città piemontesi. Per i viaggiatori di Brescia, Desenzano, Verona e Vicenza della tratta Milano-Venezia i tempi di percorrenza saranno gli stessi, ma aumenteranno di almeno il 30% le tariffe, perché le Frecce cambieranno rango, da Bianche a Rosse. I treni veloci della linea transpadana sono utilizzati prevalentemente da un traffico pendolare/residenziale su distanze brevi ma Trenitalia sta introducendo una programmazione dei convogli e degli orari che continuano ad impoverire i territori periferici. Le colpe sono da ricercare nel sistema ad Alta Velocità, il più costoso d’europa, realizzato su distanze brevi, in aree trafficatissime, con molti centri urbani (ogni 40 km) e con standard  differenti dalla linea storica che ne separano la gestione e ne diminuiscono le capacità”.
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